Fondazione Pescarabruzzo affidata a un’avvocatessa

3 Maggio 2016

Paola Damiani prende il posto di Mattoscio: proseguirò i suoi progetti per la città

PESCARA. Cambio al vertice della Fondazione Pescarabruzzo: lo storico presidente Nicola Mattoscio lascia il testimone a Paola Damiani, avvocato del foro di Pescara e già membro del consiglio di amministrazione dell’ente di corso Umberto. Una scelta in continuità, votata ieri all’unanimità, dopo che nei giorni scorsi si erano rincorse voci su possibili figure esterne della società civile da porre alla guida dell’organizzazione che, con il suo patrimonio finanziario, sovvenziona regolarmente progetti volti allo sviluppo economico del territorio pescarese. «È per me un grande onore e una sfida difficile avvicendare il professore Mattoscio», ha detto la nuova presidentessa della Fondazione Pescarabruzzo, «ma la solidità dell’istituto, la virtuosità delle sue performance, la ricchezza delle numerose buone pratiche finora realizzate in ogni direzione prevista dalle disposizioni statutarie, nell’insieme costituiscono un sicuro patrimonio materiale e morale a cui poter ancorare con fiducia e in rigorosa continuità ogni linea d’azione per il prossimo futuro».

Paola Damiani, socia del rinomato studio legale Damiani e Associati in via Masaccio, è figlia del noto commercialista Mario, esperto tributarista e docente all’università D'Annunzio di Pescara-Chieti e alla Lum di Casamassima. Consigliere di amministrazione in carica, è iscritta all’albo degli avvocati dal 1993, all’albo delle giurisdizioni superiori dal 2008 ed è stata nominata nel 2015 consigliere ausiliario alla Corte d’appello di Ancona. In passato è stata liquidatrice e legale di vari istituti di credito, attualmente consulente di numerose imprese, membro del collegio sindacale di alcune società di capitale e di una importante Onlus. Il suo nome è stato preferito per la poltrona più importante della Fondazione Pescarabruzzo a personalità quali l’avvocato Augusto La Morgia e l’imprenditore del vino e delle costruzioni Enrico Marramiero, ex presidente di Confindustria Pescara, entrambi dati in pole position per il dopo Mattoscio.

Dopo aver espresso «un sincero e vivo ringraziamento» nei confronti del suo predecessore «per il suo intenso, lungimirante e fruttuoso impegno tenacemente», Damiani è apparsa attenta a lasciare la porta socchiusa nell’augurarsi «che si possa continuare a beneficiare in altra forma di collaborazione della sua preziosa professionalità ed esperienza». Che tradotto equivale, probabilmente, a un nuovo incarico da offrire a Mattoscio come superconsulente o segretario generale. «Con la mia presidenza», ha aggiunto Damiani, «primaria attenzione sarà rivolta all’obiettivo di continuare a preservare la piena autonomia e indipendenza della Fondazione, anche nel solco della grande lezione etica e di efficacia gestionale ereditata e incardinata su una virtuosa capacità di ascolto e di dialogo con tutti gli stakeholder del territorio. Ciò costituirà il presupposto irrinunciabile per completare al meglio i numerosi progetti già in corso e di rilevanza strategica per la comunità (Pescara Cityplex, quinto Isia italiano a Pescara, Polo di alta formazione accademica, Museo d’arte moderna, Cittadella dell’accoglienza), nonché quelli nuovi da implementare».

Con la riunione di insediamento del nuovo comitato di indirizzo ieri sono stati rinnovati tutti gli organi della Fondazione Pescarabruzzo. Questi i nuovi membri in carica nel prossimo quinquennio: Lucia Capozzi, ex insegnante e operatrice culturale, Luciano Carullo, dottore commercialista, Domenico D’Amico, dottore commercialista, Marida De Menna, insegnante di scuola e docente universitaria, Katia Di Simone, linguista e operatrice culturale, Graziella Faieta, dottore commercialista, Vincenzo Marinelli, imprenditore e dirigente sportivo, Carmen Pagliari, economista e docente universitaria, Rocco Pilotti, consulente finanziario, Stevka Smitran, scrittrice e docente universitaria. Per la prima volta in un organo collegiale istituzionale delle fondazioni di origine bancaria italiane prevale la componente femminile (6 su 10), confermata dal nuovo Collegio dei revisori tutto al femminile, composto da Donatella Furia (presidente), Francesca Della Torre e Manuela Vallozza, e dal consiglio di amministrazione vigente, reintegrato con Emanuela d’Arielli, e quindi formato da 3 donne su 5.

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