Fondi, cibo e vestiti: prima lista di chi raccoglie aiuti

11 Marzo 2022

I volontari del Csv stilano l’elenco di associazioni ed enti ai quali rivolgersi

Crisi umanitaria in Ucraina: come posso aiutare? A rispondere a questa domanda, mettendo ordine alla caotica gara di solidarietà nata spontaneamente sul territorio, ci ha provato il Csv Abruzzo. Il Centro servizi per il volontariato, forte della sua rete di associazioni sul territorio, ha infatti stilato una guida utile, elencando le realtà accreditate che sono impegnate sul fronte degli aiuti.
È una prima lista destinata ad allungarsi giorno per giorno
«È gravissimo quanto sta succedendo in Ucraina e questo ha scatenato una grande voglia di aiutare», spiega il presidente del Csv Abruzzo Casto Di Bonaventura, «ma nella frenesia si rischia spesso di non pensare al fatto che, se si vuole aiutare davvero, bisogna farlo in maniera organizzata. Questo, per evitare che gli aiuti creino problemi logistici, addirittura controproducenti, e che a chi è in difficoltà arrivi davvero quello di cui ha bisogno». Continua quindi Di Bonaventura sul ruolo del Csv e sull’elenco delle raccolte di aiuti: «Ci siamo attivati per collaborare alla realizzazione di una rete coordinata di aiuti con la Protezione civile e le grandi organizzazioni. Sia verso i profughi in arrivo in Italia, sia verso chi è ancora in Ucraina. Per questo, abbiamo innanzitutto lanciato un appello alle associazioni affinché si mettano a disposizione di un coordinamento. Poi abbiamo stilato un elenco delle organizzazioni che raccolgono fondi e beni in Abruzzo: per sapere chi, cosa e come raccoglie aiuti. Questo elenco è importante perché segnala quelle associazioni che da sempre fanno solidarietà, hanno quindi canali per far arrivare gli aiuti e sono organizzate in tal senso». Si legge infatti nella premessa dell’elenco: «Non tutte le notizie riguardanti le raccolte fondi che girano online in questi giorni sono ufficiali e attendibili, attenzione».
Spiega Di Bonaventura: «La lista è in continuo aggiornamento e purtroppo non è completa perché non possiamo sapere tutto, ma ci stiamo impegnando». Quindi l’appello agli abruzzesi: «Partecipate alla solidarietà e continuate a chiedere la pace».
GLI ENTI PUBBLICI
Nell’elenco del Csv ci sono anche istituzioni pubbliche. Ad avviare una raccolta di beni di prima necessità per il popolo ucraino sono stati anche enti pubblici abruzzesi, a partire dal Consiglio regionale. Fino alle 13 di oggi, infatti, si possono donare prodotti per l’infanzia, cibo e vestiti all’Emiciclo aquilano, secondo le modalità segnalate sui canali di comunicazione ufficiali del Consiglio. Ma raccolte di beni di prima necessità, anche in collaborazione con associazioni del territorio, vedono impegnati quasi tutti i Comuni abruzzesi.
LE RACCOLTE SUL TERRITORIO
Tra i punti di raccolta attivi nell’Aquilano, il Csv segnala quelli di beni di prima necessità della Protezione civile di Sulmona, quella dell’Associazione Emergenza 16 maggio 1982 con la Protezione civile Alto Sangro, ma anche il punto raccolta nel centro commerciale Globo dell’Aquila organizzato da famiglie ucraine residenti in città.
Nel Pescarese, invece, il Csv segnala la raccolta di beni di prima necessità avviata dall’Azione Parkinson Abruzzo e quella firmata Pas - Partecipazione attiva studentesca.
Nel Teramano, poi, il Csv segnala la raccolta fondi della Protezione civile di Castelli, la raccolta di materiale sanitario dell’associazione Colibrì con Radio Tortoreto e quella della Pro loco di San Nicolò, ma anche la raccolta dell’associazione Kerjgma. Infine per il Chietino, il Csv segnala per ora la raccolta di beni di prima necessità della Consulta giovanile di Ortona, quella del Kiwanis club, quella del Chieti Basket 1974 e quella della Pro loco di San Salvo, ma anche la raccolta di materiale sanitario dell’associazione di promozione sociale Bethel Italia.
LE GRANDI ORGANIZZAZIONI
Poi ci sono le grandi organizzazioni, attive in aiuti soprattutto alla popolazione ancora presente nell’Ucraina in fiamme, ma anche nei paesi di confine e di prima accoglienza. Tra queste c’è la Croce Rossa, che collabora con l’agenzia dei rifugiati Unhcr e con l’Unicef e ha attivato il numero 45525 per la raccolta fondi attraverso semplici messaggio. Ma sono attive anche le Caritas delle diocesi, soprattutto con una raccolta fondi per la rete delle Caritas europee. C’è la Comunità di Sant’Egidio, che gestisce un programma di adozioni a distanza per circa 250 bambini ucraini in una rete di case famiglia, che oggi sono in pericolo e distribuisce aiuti di emergenza ai profughi in arrivo nei paesi confinanti con l’Ucraina.
C’è anche Save the Children, che porta i primi soccorsi ai bimbi colpiti dal conflitto. E infine Soleterre, che opera per continuare a fornire cure e assistenza ai bambini malati di cancro e alle loro famiglie.
Tra le iniziative segnalate dal Csv Abruzzo, poi anche quella di Coop Italia, che fornisce assistenza sanitaria, kit di primo soccorso, cibo, vestiti e accoglienza al confine con l’Ucraina; quella di Global Giving, che supporta l’assistenza umanitaria nel paese in guerra, con particolare attenzione agli individui più fragili; quella di Nova Ukraine, che offre aiuti umanitari a individui e gruppi vulnerabili; quella di Project C.U.R.E., che provvede all’assistenza umanitaria in Ucraina tramite la distribuzione di materiale e attrezzature sanitarie.