Fondi neri al terrorismo 10 arresti: c’è un imam

8 Settembre 2019

L’accusa: «I soldi dell’evasione fiscale per sostenere la guerra santa» Le indagini avviate dopo gli incitamenti dalla moschea di Martinsicuro

L’AQUILA. Raccoglievano soldi, tramite evasione fiscale, per finanziare il terrorismo islamico. Soldi destinati all’organizzazione “Al Nusra” per agevolare l’ingresso in Siria dei miliziani. Un’attività che andava avanti da anni ma stroncata da dieci arresti, eseguiti per lo più nel Teramano e a Torino (otto tunisini e due italiani) chiesti e ottenuti dal gip da parte dalla Procura distrettuale aquilana.
GLI ARRESTATI. Mente dell’organizzazione, con ramificazioni in Europa, era Jameleddine Kharroubi, 57 anni, che commercia in tappeti e ristrutturazioni edili. Risiedeva a Torino ma aveva la dimora ad Alba Adriatica (Teramo). L’uomo è in carcere insieme all’Imam di Martinsicuro, Atef Ardubi, 40 anni, tunisino, residente a Castorano (Ascoli Piceno). Ai domiciliari sono finiti la moglie di Kharroubi, ovvero Nicoletta Piombino, 51enne di Corato (Bari) residente a Torino, Cristina Roina, torinese, commercialista e contabile del gruppo, 44 anni, Sabeur Jebril e Sofiene Ben Jebril, tunisini, di 41 e 40 anni, residenti a Torino, Omar Kharroubi, 26 anni, tunisino residente a Torino, figlio del leader della gang, Sahbi Kharaubi, tunisino di 36 anni, residente ad Alba Adriatica, un altro parente, Akram Mohamed Kharaubi, tunisino di 36 anni, nipote del capo, residente ad Alba Adriatica e Wissal Doss, 29 anni, residente ad Alba Adriatica, tunisino. Contestati reati tributari e autoriciclaggio con finalità di terrorismo.
GLI INDAGATI. Si tratta di sette persone che avrebbero contestazioni secondarie nell’ambito di operazioni finanziarie illecite: l’unico italiano è Francesco Aquilani, 69 anni, ragioniere, di Civitella del Tronto (Teramo), gli altri sono tunisini: Marouane Farat,di 30 anni che vive a Torino, Souhail Jebril, (42) residente a Milano, Sahah Yassin (30) residente a Torino, Foued Othmane (39) residente a Torino, Salah Hassen (27) residente ad Alba Adriatica. C’è, infine, un turco Halil Ibrahim Sayar di 40 anni. Sono state passate al setaccio, nel complesso, ben 55 persone.
SEQUESTRI. Le somme raccolte sfiorano il milione di euro e, pertanto, sono stati fatti sequestri per equivalente per un importo di 977mila euro. Si tratta di un immobile in via Dante Alighieri e Martinsicuro di Omar Kharroubi, un immobile in via Verona ad Alba Adriatica, intestato ad Akram Kharroubi, e degli immobili, sempre a Martinsicuro e Alba Adriatica uno dei quali risulta di Jamaleddine Kharroubi.
L’INCHIESTA. L’inchiesta, denominata "Zir-Money Transfer", è partita nel 2015 con fari accesi sull’Imam di Martinsicuro che aveva espresso posizioni antioccidentali basate sull'incitamento al terrorismo. Da lì sono si sono sviluppate a livello internazionale con intercettazioni e la individuazione dei soldi raccolti. Il denaro veniva trasferito a Ganziatep, in Turchia, a 70 chilometri dalla Siria, con operazioni illegali tra cui fatturazioni false, con trasferimenti fatti da corrieri e anche con il pagamento di somme superiori ai dipendenti di aziende che facevano capo a Kharroubi e ai complici: essi poi restituivano la parte eccedente che veniva utilizzato in modo illecito. Già dalle prime indagini era emerso l'ingiustificato flusso di danaro che transitava anche in Germania e Svezia.
Le indagini sono state fatte, come ha spiegato il procuratore Michele Renzo, da Gico della Finanza e Ros dei carabinieri, la cui sinergia è stata elogiata dal magistrato, mentre sono state coordinate dal pm David Mancini. Gli aspetti salienti sono stati riferiti dai vari ufficiali presenti alla conferenza stampa tenuta al palazzo di giustizia dell’Aquila: il capo dei carabinieri del Ros, Pasquale Angelosanto, il comandante regionale della Finanza, Gianluigi D’Alfonso, il comandante del Gico dell’Aquila, Vito Sinforoso, il responsabile del Nucleo della Finanza, Francesco Maione, il responsabile della sezione anticrimine dei carabinieri dell’Aquila, Luigi Perrone, e il comandante del Nucleo operativo dei carabinieri L’Aquila, Cosimo Petese.
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