Fondi tolti, tredici sindaci contro Marsilio e giunta

Oltre 10 milioni del Masterplan dirottati all’emergenza Covid scatenano reazioni I soldi erano destinati a quattro piste ciclopedonali in Alto Sangro e nel Parco
PESCOCOSTANZO. Da promettente pioggia ristoratrice a siccità inattesa: un po’ questo lo stato d’animo di tredici sindaci dell’Alto Sangro e dell’area del Parco nazionale d’Abruzzo che uniti invocano l’intervento del presidente della Regione, Marco Marsilio, per trovare soluzioni all’indigesto taglio dei fondi Masterplan. Intervento regionale che ha visto svanire, al momento, oltre 10 milioni, in larga parte destinati ai percorsi ciclopedonali e, quindi, al turismo di importanti località sciistiche o del Parco.
«BRUSCA FRENATA». Tredici sindaci alleati sono in attesa di risposte a una vicenda che ha scatenato velenose contrapposizioni politiche, finora con prese di posizione singole da parte di rappresentanti dei Comuni o della Regione stessa. «La rimodulazione del Masterplan non è solo un taglio di 10,5 milioni di euro al nostro territorio difficile da digerire, ma rappresenta una brusca frenata a un grande progetto sulla mobilità multimodale e sulle piste ciclopedonali», sottolineano i sindaci Roberto Sciullo (Pescocostanzo), Giovanni Mastrogiovanni (Scanno), Luigi La Cesa (Pescasseroli), Francesco Di Donato (Roccaraso), Roberto Ciampaglia (Rivisondoli), Berardino Antonio Paglia (Opi), Giancarlo Massimi (Civitella Alfedena), Ileana Schipani (Scontrone), Giacinto Donatelli (Ateleta), Massimo Scura (Alfedena), Andrea Scarnecchia (Barrea), Mauro Leone (Roccapia) e Giuseppina Colantoni (Villetta Barrea). Ma la voce di dissenso si leva anche da Antonio Di Santo, presidente della Comunità del Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise. Alla protesta non si è unito Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro e presidente della Provincia dell’Aquila. «La rimodulazione compromette un lungo percorso avviato negli anni scorsi», proseguono i tredici sindaci e Di Santo, «rischia di fermarsi la scommessa sulla destagionalizzazione del turismo e sul potenziamento dell’offerta verso segmenti che oggi fanno registrare una forte domanda». Gli amministratori esprimono «forte preoccupazione» e chiedono al presidente Marsilio «una pronta revisione della decisione».
LE CANCELLAZIONI. La Regione Abruzzo ha azzerato i fondi per la rete ciclopedonale Barrea-Villetta Barrea-Opi-Pescasseroli (3 milioni di euro), quelli per il percorso ciclopedonale Piano delle Cinquemiglia-Scanno (3 milioni di euro), quelli per la rete ciclopedonale Roccaraso-Rivisondoli-Pescocostanzo (2,7 milioni di euro) e quelli per la rete ciclopedonale Scontrone-Alfedena (1,6 milioni di euro).
L’APPELLO. «Con questo provvedimento», sottolineano ancora i tredici sindaci e il presidente della Comunità del Parco, «la Regione ha reso vano il lavoro che questo territorio aveva costruito negli anni scorsi con grande fatica e una certa lungimiranza. In una fase difficile di rilancio come questa, trasmettiamo anche un messaggio all’esterno particolarmente negativo che non aiuta certamente il turismo. A Marsilio chiediamo di scrivere insieme a noi la rimodulazione e la riprogrammazione dei fondi del prossimo settennato 2021-2027. Deve dimostrare con i fatti che questo territorio sarà al centro della prossima programmazione dei fondi europei, ripartendo dai progetti che ora ha cancellato».
L’ANTEFATTO. Il presidente Marsilio, di fronte alle accuse, si è difeso parlando di riprogrammazione dei finanziamenti per una serie di progetti, dal completamento del porto di Ortona alle riqualificazioni dell’area di risulta di Pescara e dell’ex manicomio di Teramo, fino alla realizzazione della rete irrigua a pressione nella piana del Fucino e i sette lotti dell’intervento di valorizzazione turistica delle stazioni invernali di Passolanciano-Maielletta. Sono 22 opere del Masterplan che la giunta regionale ha deciso di «de-finanziare in via temporanea per poter dirottare i fondi europei all’emergenza Covid». La decisione è contenuta in una delibera, la 416 del 2020, conseguente a un accordo sottoscritto dalla Regione Abruzzo col Dipartimento nazionale delle politiche di coesione. (r.rs.)
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