Fondi “Vita indipendente”, chiesti 3 milioni

22 Novembre 2022

Monta la protesta per le risorse quest’anno ridotte: il centrosinistra presenta un emendamento

PESCARA. Dagli attuali 728mila euro a 3 milioni di euro: anche il centrosinistra scende in campo annunciando un emendamento che presenterà al Consiglio regionale di giovedì prossimo perché le poste economiche destinate alla Vita indipendente tornino ad essere ampie e capienti. L’appello-denuncia di Claudio Ferrante (Carrozzine determinate) e Carmine Ranieri (Cgil Abruzzo Molise), continua a generare reazioni.
«Subito 3 milioni di euro per assicurare contributi alle famiglie che hanno in carico un disabile grave o gravissimo, per garantire l’applicazione della misura della Vita Indipendente. Non si possono lasciare senza fondi soggetti che già vivono una condizione di disparità sociale, o sanitaria, né è pensabile di poter giocare alle tre carte con queste vite, promettendo di ripristinare equilibrio con una variazione di bilancio che non si sa né quando e né se ci sarà e soprattutto di cui non è oggi nota la possibile entità». Così affermano i consiglieri regionali di Pd, Legnini Presidente, Abruzzo in Comune e Gruppo Misto.
«È impensabile che le risorse trovate da questa giunta restino i soli 728mila euro messi nero su bianco sul provvedimento, fondi sufficienti a coprire meno di un sesto del fabbisogno. Serve subito un impegno serio», prosegue il centrosinistra, «abbiamo visto di tutto: annunci di cose che non si sono mai verificate; indifferenza rispetto ad argomenti seri e pesanti come le morti sul lavoro, la crisi post pandemica, lo shock energetico e i rincari. Ma non è pensabile tagliare fondi capaci di assicurare un minimo di indipendenza in più a chi non potrà mai vivere una vita pienamente paritaria per via delle gravi disabilità che ha», afferma l’opposizione che conclude: «Marsilio, Quaresimale e il centrodestra provino a mettersi nei panni di chi grazie a quei fondi ottiene sostegno, ma lo facciano sul serio e spieghino alle famiglie che ogni ora di ogni giorno devono sobbarcarsi i problemi che la disabilità porta con sé, perché hanno tagliato e proprio a questo settore. Un affronto, oltre che uno sbaglio, a cui bisogna porre subito rimedio ripristinando le coperture necessarie. A questo serve l’emendamento che presentiamo e che invitiamo tutta l’assise a votare: non è un problema politico, è una questione sociale e solidale». (c.s.)