Fontana a secco al villaggio Alcyone, rifiuti alla Pineta

PESCARA. Ormai è un mese che dalla fontana del villaggio Alcyone non esce più acqua. I residenti hanno segnalato in più occasioni il non funzionamento della fontana posta all'ingresso del villaggio....
PESCARA. Ormai è un mese che dalla fontana del villaggio Alcyone non esce più acqua. I residenti hanno segnalato in più occasioni il non funzionamento della fontana posta all'ingresso del villaggio. Non erogando acqua si è anche bloccato il sistema di ricircolo con il risultato che, nella vasca rivestita con mattonelle a mosaico, ci sia il ristagno dell'acqua che con il passare dei giorni diventa sempre più sporca. Dal racconto dei residenti non sarebbe la prima volta che la fontana va in tilt, nei casi precedenti ci sarebbe stato un mancato pagamento dell'energia elettrica per una pompa da 380 volt.
«Abbiamo segnalato più volte il problema», riferisce un residente, «ma non abbiamo mai visto nessuno». La fontana del villaggio Alcyone è solo una delle tante che in città non funzionano più da tempo o che non sono mai entrate in funzione. Per definizione una fontana è uno dispositivo da cui è possibile attingere acqua, il problema è che diverse di queste ormai ricevono solo l'acqua piovana quando c'è la pioggia. Da oltre un anno è desolatamente ferma anche la fontana di piazza Le Laudi sul lungomare sud, un'attrazione, specie d’estate, per i bambini che si divertivano con i spruzzi d'acqua provenienti dal pavimento. In questo caso, il problema è il rifacimento dell'impianto elettrico per il quale servono diverse migliaia di euro, denaro che il Comune pare non avere a disposizione.
Sempre sul lungomare sud, nonostante le tante segnalazioni, non è mai entrata in funzione una fontanina posta al di fuori dell'ex camping. Il problema sarebbe la mancanza di un tratto di impianto idrico. Tranne quella piovana, non ha mai visto sgorgare nemmeno un goccio d'acqua anche la fontana posta al centro di una rotatoria in via Tirino nella zona delle nuove costruzioni, alle spalle di via Falcone e Borsellino.
Pineta. Un tappeto di rifiuti composto da preservativi usati, bottigliette di plastica, fazzoletti, bicchieri di carta e resti di cibo. Questo lo scenario alle spalle della stazione di servizio Ip di strada della Pineta, chiusa da qualche tempo, e diventata, soprattutto nelle ore serali e notturne, luogo di ritrovo privilegiato per le prostitute e i loro clienti. Nello spiazzo-parcheggio del vecchio distributore sono ben visibili decine di profilattici usati con relativi involucri, carte, fazzoletti di carta e bicchieri, di carta e di plastica. Dopo la chiusura della stazione di servizio e dell'annesso bar, quell'angolo rimane totalmente buio e privo di controlli viene utilizzato dalle 3-4 prostitute che ogni sera stazionano proprio da quelle parti in strada della Bonifica. Non a caso anche nelle aiuole di questa arteria stradale, sempre nelle vicinanze dell'ex area di servizio, si sono formate diverse piccole discariche contenenti rifiuto di vario tipo. I residenti di strada della Bonifica, oltre a protestare da tempo per l'assenza dei marciapiedi sul lato monti, segnalano anche la situazione di degrado provocata dal fenomeno della prostituzione. La medesima situazione di degrado si incontra anche qualche metro più avanti, alle spalle della facoltà di Economia dell'università in via Falcone e Borsellino. Lo scenario è sempre lo stesso: preservativi usati e rifiuti di vario tipo lasciati da prostitute e avventori sotto a un cartellone pubblicitario. Anche in questo caso è ben visibile l'abituale presenza di una prostituta che opera anche nelle ore diurne.
Loris Zamparelli
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