Formichetti, lo stilista teatino che veste i trapper più famosi

Sue le scarpe e le magliette di tendenza indossate anche dalle star Da Fedez e Guè Pequeno fino a Sfera Ebbasta: ecco i suoi clienti
CHIETI. Ha appena presentato la sua nuova collezione nel corso del "Milano Fashion Week" confermandosi tra gli stilisti più apprezzati del momento nel mondo della moda giovane .
E le proposte di Domenico Formichetti, giovane graphic designer teatino, sono sicuramente di quelle che lasciano il segno in una generazione che pone sempre maggiore attenzione alla emergente scena urbana. Un segno che, in massima parte, scaturisce da una fiamma. «Ho disegnato fiamme sin da bambino per poi proseguire negli anni del Liceo che ho frequentato prima di trasferirmi a Milano per iscrivermi all’Accademia di Brera. Filo conduttore, un grande desiderio di esprimermi che a Chieti si scatenò soprattutto attraverso la realizzazione di alcuni murales. E le fiamme, assieme al filo spinato degli inizi, hanno sempre avuto per me un significato particolare dato, forse, dalle linee di un qualcosa che distrugge per poi ricreare». Sempre inseguendo una passione. «Che aveva magari, tra i punti di riferimento Jun Takahashi, lo stilista giapponese, fondatore del brand Undercover, tra i protagonisti in senso assoluto dello streetwear».
Slanci di creatività, quelli di Domenico, che i genitori, a partire da papà Maurizio, conosciuto e apprezzato organizzatore di manifestazioni e gare ciclistiche, non hanno mai ostacolato. «Sicuramente sì, comprendendo che quella era la mia strada sin dal momento in cui cominciai a pensare di trasferirmi a Milano, la capitale della moda». Una città di respiro internazionale da sempre destinata a "fare tendenza" specie tra i giovani. «Dove ho trovato un ambiente stimolante in cui mi sono proiettato con entusiasmo curando la grafica di un concerto del rapper milanese Ghali per poi iniziare a collaborare con artisti come Guè Pequeno, Fedez e Sfera Ebbasta». E, proprio attraverso la customizzazione delle sneakers Nike Air Force 1, in occasione di un tour europeo delle stesso Gué Pequeno, arriva un clamoroso successo. Nell’autunno scorso la nascita del brand "Formy Studio" e da allora, puntualmente, ogni creazione di Formichetti finisce sold out in meno di una giornata. Vendite on line dopo la presentazione delle nuove collezioni, particolarmente apprezzata la linea Hot Stuff, caratterizzata da forme orientali con gli short ispirati ai pantaloncini usati per la thai box e le grafiche distinte dalle immancabili fiamme e dal filo spinato.
Short, t-shirt e sneakers, tutte comunque caratterizzate da un deciso e personale segno distintivo. «Nel mio percorso di crescita sono stato influenzato da numerosi movimenti culturali e musicali, come il metal, il punk, l’hip-hop e la trap ma credo che, al di là di tutto, resta il bisogno di esprimere in immagini ciò che attira la mia curiosità, anche praticando pugilato oppure andando in skate o snowboard».
Diversi i rapporti di collaborazione con la Nike, di strada, insomma, il ragazzino che a Chieti indossava rigorosamente le Vans a margine di un look comunque originale, ne ha fatta parecchia. Sempre attraverso uno stile unico, sapientemente in grado di coniugare lo streetwear con l’alta moda. L’importanza del box logo? «Indubbiamente esiste. Una felpa con il marchio stampato o cucito ha sicuramente maggiori possibilità di avere successo così come è importante che un capo oppure una scarpa siano indossati da questo o quel personaggio. Credo però che un prodotto, per piacere, debba comunque essere bello. La penso così, anche se sono consapevole di come spesso si tenda a farsi accettare per ciò che si indossa piuttosto che per quello che si è per davvero».
Il rapporto con Chieti ? «Torno sempre volentieri. Stare in famiglia e frequentare i vecchi amici mi rilassa. Ci sto bene e noto anche come i messaggi che arrivano dal mondo della moda, con il passare del tempo, si diffondono con estrema rapidità anche in realtà di provincia. Per la produzione delle scarpe mi affido a degli artigiani della zona di Roseto mentre pantaloncini, maglie, giacche e jeans vengono realizzati in alcuni laboratori delle Marche. Seguo con attenzione ogni particolare e, di conseguenza, spesso ne approfitto per un ritorno a casa».
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