Forum H20: per la bonifica non si può più aspettare

15 Gennaio 2017

Bussi, De Sanctis riassume la richieste degli ambientalisti sulla discarica «Ma con la commissione parlamentare non si è parlato di programmazione»

BUSSI SUL TIRINO. «Utile, per farla conoscere al grande pubblico, la presentazione della mappa dell'inquinamento con alcune slide che risalgono al 1972 e ai tempi in cui la zona non era ancora solcata dall'autostrada A25». Così Augusto De Sanctis, del Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua, commenta l’esito della riunione con la commissione parlamentare, venerdì scorso, nel municipio di Bussi.

Incontro servito proprio a presentare la relazione della commissione presieduta da Alessandro Bratti e gli ultimi gli studi sull'inquinamento nel territorio comunale. De Sanctis dice che si è indugiato molto su questa mappa, e niente si è detto in termini di programmazione futura sulla discarica più grande d'Europa, la Tremonti, che continua a nascondere sotto il primo strato vegetale almeno 240mila metri cubi di materiali di scarto dell'industria chimica altamente tossici e pericolosi. Sostanze che hanno contaminato e continuano a farlo le falde sotterranee che fornivano l'acqua per uso potabile e poi, per filtrazione superficiale anche il fiume Pescara e i territori vallivi, fino al mare. Quella mappa, per De Sanctis, è ben conosciuta così come le analisi sulla diascarica Tremonti, perché sono tutti documenti utilizzati anche nei procedimenti penali. E a conoscerli sono soprattutto i bussesi, almeno gli over 70, «per aver giocato da piccoli» – quindi prima del 1972 – con il mercurio disseminato nell'area di Tremonti oggi sovrastata dall'autostrada. Tanto era infatti il mercurio in quella zona da affiorare fino in superficie. L'obiettivo del Formu H2O è quello di sollecitare al massimo l'intervento di bonifica non solo sulle aree da reindustrializzare, ma anche e soprattutto a Tremonti, perché 10 anni dopo la scoperta del disastro ambientale, a Bussi, non è stato fatto nulla.

«La Tremonti» prosegue De Sanctis «è un'area stra-indagata. Ci sono montagne di analisi disposte dalla Procura, usate nel processo e mai contestate, anch'esse illustrate con dovizia di particolari dai pm nel processo di primo grado. Ora si discute della validazione Arta su analisi svolte dal commissario Goio (costate 1 milione di euro, di cui 500 mila dall'Arta per i test di laboratorio). Validazione obbligatoria per un soggetto privato ma non per un commissario nominato dal ministero».

Insomma, è tempo di andare oltre. Fare presto, incrementare i finanziamenti per avviare le bonifiche e rendere il territorio bussese finalmente attrattivo per chi volesse ancora investire sulla reindustrializzazione.

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