Forza Italia al Pd: «La pacchia è finita»

Il coordinatore Cerolini replica al segretario Di Pietrantonio: non può ricandidare Alessandrini e parla di opere mai realizzate
PESCARA. «Un segretario sceso appena ieri dalla luna, evidentemente, Di Pietrantonio che enuncia opere mai realizzate dalla giunta Alessandrini: dalla bonifica del fiume, una cloaca dopo 4 anni e mezzo di governo Pd, alla presunta battaglia contro gli scarichi abusivi, dai lavori per il nuovo depuratore, inesistenti, alla “politica sul turismo” in una città che, grazie all’amministrazione Alessandrini, ha perso pure l’unico collegamento estivo esistente con la Croazia».
Mena duro il coordinatore cittadino di Forza Italia Guido Cerolini, rispondendo all’intervista al segretario del Pd che, nell’annunciare la volontà di fare le primarie per scegliere il sindaco del centrosinistra, ha parlato del “buio” dell’amministrazione Mascia. «La triste realtà», riprende il coordinatore di Forza Italia « è che la giunta Alessandrini sarà ricordata a Pescara come la peggiore amministrazione che la nostra città abbia avuto negli ultimi venti o trent’anni, tanto che, com’è facilmente ravvisabile dalle parole del segretario Pd, Alessandrini non sarà il candidato sindaco riconfermato. Ricandidare Alessandrini significherebbe perdere senza neanche giocarsi la partita con il candidato del centrodestra e con quello del Movimento 5 Stelle, quindi il Pd sceglie di fingere di far decidere ai cittadini-elettori chi vorrebbero come sindaco, la solita farsa della partecipazione democratica, quando poi il candidato verrà individuato a tavolino giocando sui fragili equilibri di una coalizione pasticciata».
A questo punto anche «il centrodestra è curioso di scoprire chi vorrà accollarsi l’onere di tentare di raccogliere l’eredità di macerie e danni che il sindaco Alessandrini si appresta a lasciare: Pescara», prosegue «è la città dei 30 milioni di litri di liquami sversati in mare nel luglio 2015 senza che il sindaco, a conoscenza della problematica, avvisasse i suoi cittadini; è la città delle ordinanze fantasma; dell’ordinaria manutenzione scomparsa; dei parchi invivibili; delle strade dissestate; dei 200 bambini finiti in ospedale per problemi nelle mense comunali, sulle quali il Comune ha dovere di vigilanza e controllo. Pescara è la città degli scarichi abusivi, che sono appena costati un’indagine proprio al sindaco; di un eliporto chiuso da oltre un anno; è la città dei concertini-spot in cui in quattro anni e mezzo non è stata fatta alcuna politica di turismo nazionale o internazionale. Pescara è la città in cui si pagano le tasse al massimo perché un sindaco ha deciso di chiedere lo stato di predissesto, una bufala utile solo a dotarlo di un tesoretto da sperperare nelle festicciole. Pescara è la città in cui per venti volte dal 2014 a oggi sono state annunciate le riqualificazioni delle aree di risulta, la riapertura del Teatro Michetti, il completamento della Città della Musica, con titoloni sui giornali per opere mai realizzate. Pescara è oggi una città messa alla berlina dai Tg satirici nazionali, con problematiche che il Pd non è stato in grado né di affrontare né di risolvere, anzi molti li ha creati, come il mercatino etnico che, se attuato, sarà una bomba sociale. Tanto fumo negli occhi ma, purtroppo per lui, la pacchia è finita». (l.d.f.)

