Forzano la porta laterale e rubano tappeti e soldi Pescara

3 Dicembre 2015

Eennesimo furto in città: ladri in un negozio di tende in viale Marconi

PESCARA. Alcuni tappeti, il fondo cassa, e un computer portatile. È il bottino dell’ennesimo furto nelle attività commerciali della città, avvenuto l'altra notte in viale Marconi, nel negozio “Arredocasa di Almonti Luigi”, che si occupa di tendaggi, rivestimenti e tappezzeria. Non è il primo colpo, in questa attività, dove la porta laterale è stata più volte danneggiata dai ladri e proprio per questo non è mai stata riparata. L'altra notte l'hanno forzata di nuovo e entrare nel locale è stato un gioco da ragazzi.

«Me ne sono accorta all’apertura», dice Maria Domenica Alimonti. Ieri mattina ha trovato la porta aperta e ha capito che «erano venuti a trovarci», come è già successo quattro o cinque volte in passato. «Entrando, ho notato una certa confusione nella zona della cassa, lasciata aperta dai ladri. Da lì hanno prelevato 200 euro, lasciandoci gli spicci e poi, frugando tra i campionari, hanno preso il computer portatile, che in genere nascondo nella speranza che i ladri non lo vedano. Poi hanno rubato quattro tappeti d'arredamento abbastanza grandi (120 per 140). Erano arrotolati, pronti per essere venduti, e hanno lasciato quelli in esposizione sui quali erano sistemati i divani. Altro da prendere non c’era, perché qui abbiamo solo campionature di tende. L'unica cosa di valore erano proprio i tappeti», fa notare sempre Alimonti.

Nessuno ha visto e nessuno ha sentito e pare che le telecamere della tabaccheria vicina non abbiano ripreso niente. «È evidente che agiscono per disperazione, perché se fossero dei professionisti non verrebbero certo qui da noi. Ci è anche venuto in mente che sia stato solo un sopralluogo, volendo entrare nella tabaccheria, visto che nelle scorse settimane ci sono stati dei furti realizzati con la tecnica del buco nel muro. Qui in zona», conclude, «hanno fatto diversi colpi, e sarebbe bello vedere passare qualche pattuglia delle forze dell'ordine, perché non ne vediamo. E la paura è tanta».

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