Foschi, il francobollo finisce in Parlamento

7 Giugno 2024

Ieri l’emissione dedicata al gerarca fascista di Corropoli che fondò la Roma calcio, ma scatta l’interrogazione a Urso

PESCARA . Il francobollo che commemora i 140 anni dalla nascita di Italo Foschi, gerarca fascista originario di Corropoli che fondò la Roma calcio, è stato emesso ieri. Per i tifosi giallorossi è stata una festa. Ma il caso è finito in Parlamento.
«Abbiamo depositato un'interrogazione urgente al ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, per revocare la scelta vergognosa di emettere un francobollo in omaggio al gerarca fascista», scrivono i senatori del Pd Francesco Verducci, vice presidente Commissione Antidiscriminazioni, e Dario Parrini, vice presidente commissione Affari Costituzionali, «il fatto che una consulta governativa autorizzi l'emissione di un francobollo commemorativo di un personaggio del genere è uno sfregio alla Repubblica».
LA CERIMONIA
Si è tenuta ieri alle 11 la cerimonia di emissione filatelica per ricordare lo storico fondatore e primo presidente della Roma. Nel Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, erano presenti alcuni parenti di Foschi oltre che il General consuel del club giallorosso Lorenzo Vitali, la bandiera romanista “Picchio” De Sisti che ha vestito la maglia giallorossa dal 1960 a 1965 e poi dal 1974 al 1979 e, tra i politici, il senatore aquilano di Fratelli d’Italia, Guido Liris.
ERA ALL’OSCURO.
La polemica è partita da un articolo pubblicato da Il Riformista in cui l’ex ministro Carlo Giovanardi scrive: «Con grande sorpresa, non essendosene mai parlato in Consulta (di cui lui fa parte, ndr), mi è arrivata la comunicazione di una emissione dedicata a Italo Foschi, a cui si aggiungerà pochi giorni dopo quella per il centenario della morte di Giacomo Matteotti», afferma Giovanardi, «ho segnalato al ministro ed alla presidente della Consulta, sottosegretaria Fausta Bergamotto (anche lei abruzzese, ndr), che celebrare negli stessi giorni Foschi e Matteotti e non ricordare l'anniversario delle migliaia di morti di una città martire come Zara è un grave errore, che avrebbe potuto essere evitato se la Consulta fosse stata in tempo utile… consultata».
SCOPPIA LA BUFERA
L’intervento di Giovanardi ha dato il la a un crescendo di interventi caustici. Hanno esordito, due giorni fa, il consigliere regionale Luciano D’Amico e Maurizio Acerbo, candidato alle Europee per Pace Terra Dignità. Ieri il caso è letteralmente esploso a livello nazionale. E l’Abruzzo, regione del processo farsa per il delitto Matteotti, ucciso dai fascisti il 10 giugno del 1924, e del paese d’origine dello squadrista Foschi, non ne esce a testa alta.
«Nel giorno in cui si festeggiano gli 80 anni dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia apprendiamo è stato presentato nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy un francobollo commemorativo per i 140 anni dalla nascita di Italo Foschi, primo presidente dell’As Roma, ma soprattutto esponente fascista fino alla Repubblica di Salò, che tra l’altro fu espulso dal partito fascista per eccesso di squadrismo dopo l’omicidio del segretario del Partito Socialista Unitario Giacomo Matteotti. Tutto questo a pochi giorni dall'emissione di quello dedicato al deputato socialista trucidato dai fascisti. Come è stato possibile che una consulta governativa autorizzi l'emissione di un francobollo commemorativo di uno squadrista fascista?», chiede di sapere il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra, Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama.
SCHIAFFO ALL’ABRUZZO
Per Manola Di Pasquale, candidata teramana del Pd alle Europee, è «uno schiaffo all'Abruzzo, terra di Resistenza».
E rimarca: «I presunti meriti sportivi che il Ministero vuole cristallizzare con un simile riconoscimento rischiano di consegnare alla storia e al domani un ritratto diverso di un uomo che fu fascista convinto e violento. Oggi il Governo Meloni, in linea con la volontà di riscrivere e rimodellare la storia, gli dedica un francobollo per meriti sportivi. Ma l'Abruzzo e la provincia di Teramo», conclude, «hanno figli di ben altro profilo degni di essere ricordati per l'amore e il sangue versato per la libertà».
IL LIVELLO SI ALZA
Il clima preelettorale infiamma lo scontro. «Dalle pulsioni autoritarie contenute nella sciagurata riforma Costituzionale che questo governo cerca di imporre al Paese», tuona il senatore Michele Fina, tesoriere del Pd, «passando per le manganellate agli studenti e per i tentativi di sottomettere la magistratura, fino ai busti del duce conservati a cara memoria e ai me ne frego travestititi da chi se ne frega, è un continuo rigurgito di pulsioni di chiara marca fascista. La nostra Repubblica, la nostra democrazia, nascono non solo dalla lotta al fascismo ma dall’aver ripudiato proprio quegli elementi che sembrano tanto cari a molti esponenti di questo Governo. Cercheremo di impedire questo scempio».
CHI ERA
Lo ricorda così, Daniele Marinelli, segretario regionale dei Dem: «Foschi ha un curriculum da specchiato fascista: seguace del gerarca Roberto Farinacci (che lo volle come federale di Roma); annoverato tra i responsabili della persecuzione degli ebrei in Veneto e soprattutto ammiratore dell’assassino di Matteotti, Amerigo Dumini, da lui definito “un eroe, degno di tutta la nostra ammirazione”. Il merito sportivo non può cancellare ciò che ha fatto».
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