Fosso Grande, rischio esondazioni I residenti: «Non si può aspettare»

31 Ottobre 2021

L’allarme del comitato cittadino Comes e di Codici: «Subito un tavolo con Regione e Genio civile» Il vice presidente del consiglio regionale Pettinari (M5S): «I fondi ci sono, ma i lavori non partono»

PESCARA. «Fosso Grande è a rischio di nuove esondazioni. Non si può più aspettare, servono interventi urgenti e soprattutto risolutivi». A lanciare l’allarme, video e foto alla mano, è il comitato di cittadini Comes e Codici, guidati da Alfonso Nori e Giovanni D’Andrea. Insieme a loro, il vice presidente del Consiglio regionale, Domenico Pettinari, il quale in passato più volte ha portato il caso all’attenzione delle istituzioni regionali.
«Cinque mesi fa», sottolinea, «ho presentato l'ennesima interpellanza. Finalmente mi è stato comunicato che il 9 novembre riceverò una risposta in Consiglio. In quella interpellanza chiedo al Presidente della Regione come si intendono superare le persistenti condizioni di precarietà idraulica e idrogeologica del canale di Fosso Grande, tra Pescara, Spoltore e Montesilvano; se riguardo all’alluvione del 10 luglio 2019 è stata effettuata una puntuale ricognizione dei danni, a quanto ammontano e se sono stati definiti criteri risarcitori. Ma chiedo anche e soprattutto di sapere se è intenzione del governo regionale realizzare opere come ulteriori salti idraulici a monte e vasche di espansione a valle, come previsto nella relazione del genio civile del 25 febbraio 2015. Opere che potrebbero risolvere il problema una volta per sempre. La spesa necessaria è di circa 800 mila euro. E il 23 febbraio scorso il ministero dell’Interno e il Mef hanno assegnato proprio questa cifra al Comune di Pescara per opere pubbliche di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico. Quindi i fondi oggi ci sono. Il punto è che i lavori non partono ugualmente».
Per Pettinari, negli anni sono stati effettuati a Fosso Grande interventi di ordinaria manutenzione, «che non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. Alla fine solo palliativi». Per i residenti del Comitato Comes, rappresentati da Nori, Piero Mambella e Franco Ciulli, in realtà oggi una qualche speranza in più c’è, ed è rappresentata da un atto di determinazione del Comune di Pescara del 12 ottobre 2021, riguardante proprio “interventi di messa in sicurezza e regimazione idraulica del Fosso Grande”.
«Un piccolo significativo passo dopo otto anni di nostre richieste e sollecitazioni», dice Nori, «però al momento le uniche cose certe sono la fitta vegetazione che ostruisce pericolosamente il letto del Fosso, dopo i lavori di manutenzione effettuati a gennaio per circa 60 mila euro, e la mancata corresponsione dei contributi alle imprese danneggiate, previsti dal bando del 12 luglio 2019 del Comune. Siamo anche molto preoccupati per la riduzione dell’importo progettuale, già approvato dalla delibera di giunta, da 800 a 760 mila euro, e per la realizzazione di una condotta, stando sempre a una determina del Comune, per la vasca di prima pioggia del bacino imbrifero di via di Sotto. Siamo preoccupati perché apporterebbe ulteriori tonnellate d’acqua nel canale di Fosso grande».
I residenti chiedono di avere notizie del progetto esecutivo e sollecitano un tavolo di concertazione tra Regione-Genio civile e i tre Comuni interessati. Propongono, inoltre, di realizzare, nella zona del parco pubblico, anziché un campo sportivo come si vorrebbe, un lago che in caso di allerta meteo possa essere chiuso e trasformato in una vasca di espansione.
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