Fosso Grande viene giù Crollata la pista ciclabile

16 Febbraio 2017

Cede l’argine consolidato un anno fa, la terra finisce nel canale e rischia di ostruirlo Il Comune blocca l’accesso e lancia l’appello al Genio civile: «Servono nuovi lavori»

PESCARA. Frana anche Fosso Grande: un tratto di pista ciclabile è già sprofondato; la scarpata scivola verso il canale con il rischio di tapparlo; l’argine, a meno di un anno dai lavori costati quasi 800 mila euro, è già solcato dalle crepe. Per ora, l’unico intervento è stato quello di piazzare una decina di transenne. Ed evitare l’accesso a una pista ciclabile abbandonata per vent’anni. Adesso, il Comune ha passato la palla al Genio civile ma dire quando si faranno i lavori è impossibile.

È uno scenario di distruzione quello che si apre dal ponticello di via Francia che segna il confine tra Pescara e Villa Raspa di Spoltore: un tratto in betonelle della pista ciclabile è franato e la staccionata in legno montata 5 mesi fa è già distrutta. E quello che sembra ancora più pericoloso è che si sono spostate le gabbionature posizionate a Fosso Grande per consolidare gli argini. Anche il cemento del letto del canale, al di sotto del ponticello, è stato danneggiato. Dall’altra parte, l’argine mostra i segni dell’erosione: la terra è già finita nel canale e, se lo smottamento non si fermasse, si potrebbe riempire in poco tempo. «A valle del ponte», conferma il vice sindaco Pd Enzo Del Vecchio, «ci sono stati smottamenti, abbiamo segnalato il caso al Genio civile che ha già fatto i primi controlli. Ora, spetterà sempre al Genio civile intervenire per la riqualificazione della zona, un’area già critica in quanto sul lato coinvolto dalla frana c’erano poche misure di protezione».

Secondo il Comune, il ponte in legno inaugurato a settembre scorso non ha subito danni: «Il ponte è stato costruito con la tecnica di palificazione e non è stato interessato da cedimenti».

A monte del ponte, verso la circonvallazione, si notano le crepe con il terreno che si è abbassato anche di quasi mezzo metro: «A monte non c’è problema», assicura Del Vecchio, «c’è stato un assestamento del terreno ma le gabbionate in pietra hanno tenuto l’argine. Le crepe sul terreno non sono un segno di cedimento ma dell’assestamento. Niente di preoccupante: i primi rilievi sono stati già fatti». E i lavori? «Adesso è presto per dirlo», dice Del Vecchio.

La pista ciclabile, vecchia di vent’anni ma con il record di non essere stata mai usata per l’abbandono, è stata chiusa: i lavori cominciarono nel 1996 all’epoca dell’ex sindaco di Forza Italia Carlo Pace, costarono 845 milioni di vecchie lire per realizzare una pista ciclabile di circa un chilometro e mezzo che finisce contro un muro.

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