Fosso Vallelunga, nel 1990 il delitto di Nicola Frate

19 Marzo 2018

PESCARA. Un colpo al fianco sinistro e due alla testa. Era il 9 giugno del 1990 quando, nella zona di Fosso Vallelunga, la stessa dov’è stato trovato Alessandro Neri lo scorso 8 marzo, fu trovato...

PESCARA. Un colpo al fianco sinistro e due alla testa. Era il 9 giugno del 1990 quando, nella zona di Fosso Vallelunga, la stessa dov’è stato trovato Alessandro Neri lo scorso 8 marzo, fu trovato senza vita Nicola Frate. Aveva 30 anni e da tre non faceva parlare più di sè dopo le denunce e gli arresti per furti e rapina. Fu un agricoltore a intravedere il cadavere sotto i piloni della circonvallazione e a dare l’allarme. All’epoca Alessandro Neri, nato il 31 marzo 1989, non aveva ancora 15 mesi. Ma a distanza di circa 28 anni, anche lui è stato lasciato là, senza vita. Forse dalla stessa criminalità locale che, dai tempi dell’omicidio Frate rimasto insoluto, conosce bene quel posto a ridosso del Vallelunga. Un posto di canne e fango, nascosto e allo stesso tempo facilmente raggiungibile. Un’analogia che a raccontarla oggi, mentre sono in corso le indagini per l’omicidio Neri, confermerebbe l’ipotesi che chi l’ha portato lì, vivo o morto, conosce bene la geografia cittadina. E il luogo non è l’unica analogia. Anche Frate, come Alessandro, ricevette il primo colpo su un fianco sinistro. La ricostruzione di allora, anche sulla base delle cicche di sigarette rinvenute, era che Frate, costretto a salire su un’auto dai suoi killer, sarebbe stato portato lì e sottoposto a un interrogatorio sotto la minaccia di una pistola. Alla sua reazione sarebbe partito il primo colpo e a quel punto, semisvenuto è stato giustiziato con due colpi alla testa.