Frana di Villanesi: mancano 60mila euro per l’ultimo tratto
FRANCAVILLA. Francavilla aspetta dalla Regione gli ultimi 60mila euro per completare i lavori di messa in sicurezza della frana di Villanesi.Dopo che una delegazione si era recata all'Aquila lo...
FRANCAVILLA. Francavilla aspetta dalla Regione gli ultimi 60mila euro per completare i lavori di messa in sicurezza della frana di Villanesi.
Dopo che una delegazione si era recata all'Aquila lo scorso mese di luglio, per chiedere agli uffici la possibilità di utilizzare una parte del ribasso d'asta, i tecnici hanno continuato a lavorare nel corso di queste settimane per giungere al risultato.
Di fatto, era stato proprio il ribasso d'asta a consentire un risparmio di 119mila euro dei 630mila complessivi stanziati per far fronte all'intervento.
Adesso, dopo che una prima parte dei lavori è stata svolta tra l'autunno 2019 e il periodo immediatamente postumo al lockdown, si è reso necessario questo ulteriore stanziamento per chiudere definitivamente il cerchio.
I residenti del quartiere attendono gli interventi di sistemazione dal dicembre del 2013, quando l'alluvione che colpì Francavilla fece letteralmente franare una parte della collina che sovrasta la città. Fino a questo momento, la prima parte di lavori è servita per realizzare la palificazione sul fronte della frana, spostare i tralicci dell'Enel e mettere in sicurezza un tratto di strada.
Con il nuovo finanziamento si riuscirà a estendere l'opera anche negli ultimi 40 metri di strada, rimasti ancora nelle stesse condizioni in cui li ha lasciati la frana. Solo dopo aver chiuso tale intervento si potrà procedere con il rifacimento dell'asfalto, quello del cordolo, ma anche i canali di scolo delle acque bianche e procedere con l'installazione di un nuovo impianto di illuminazione.
Entro la fine del mese è atteso un responso da parte degli uffici regionali, per poi dare il via alla ripresa dell'ultimo lotto dei lavori. Lavori che hanno dovuto subire l'interruzione a causa della pandemia durante i mesi di marzo e aprile, ma che a distanza di sette anni dall'evento calamitoso dovrebbero essere completati entro la fine del 2020. (a.d.s.)
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