Francavilla, al lavoro per sistemare l’arenile

Dopo le proteste dei bagnanti della spiaggia libera, il Comune interviene per eliminare l’avvallamento
FRANCAVILLA. Non si ferma la polemica sulla vicenda della spiaggia libera di viale Tosti, danneggiata dagli scavi per il prelievo di sabbia destinata al ripascimento stagionale degli stabilimenti soggetti a grave erosione. Questa volta, a inchiodare il dirigente dell’ufficio tecnico comunale alle proprie responsabilità, è il presidente del movimento Arianuova, Rocco Storto. In questi giorni, una ruspa si è messa all’opera per eliminare il profondo avvallamento che la scorsa settimana si era riempito d’acqua, formando una vasta pozzanghera putrida e maleodorante.
Dopo la protesta dei frequentatori della spiaggia libera, l’assessore ai Lavori pubblici Mario Giangiacomo ha spiegato che l’intervento di prelievo della sabbia, eseguito nel maggio scorso a opera di ditte diverse, era regolarmente autorizzato dal Comune che ha la competenza sulla gestione del demanio. Aveva anche precisato che il problema del ristagno d’acqua si era creato perché la ditta che aveva eseguito i lavori, invece di prelevare la sabbia in uno strato uniforme su tutta la spiaggia, per accelerare i tempi aveva scavato in un solo punto. Inoltre, aveva annunciato che l’ufficio tecnico comunale si era attivato per eseguire a stretto giro il livellamento dell’arenile. Come di fatto sta avvenendo.
«Diamo atto che qualcosa si muove in senso positivo», commenta Storto, «Questa mattina (ieri per chi legge), era all'opera un mezzo di una ditta locale che stava spianando la sabbia dove si era creato il problema. Tutto è bene ciò che finisce bene, grazie anche alla disponibilità di Giorgio La Sorda», aggiunge il presidente di Arianuova, precisando che il titolare della ditta omonima, diversa da quella che ha creato il danno, sta eseguendo il lavoro a titolo gratuito.
«Una riflessione, comunque, va fatta alla luce di quanto dichiarato dall'assessore Giangiacomo. Egli afferma che il problema sarebbe sorto perché la ditta incaricata, per guadagnare tempo, ha scavato in un solo punto. Questo è vero, ed è dimostrato anche dalla foto scattata a maggio mentre erano in corso i lavori. Quello che non va bene è la mancanza di controlli in itinere. Di questo deve essere chiesto conto al dirigente del lavori pubblici e all'assessore. Troppo comodo emanare il provvedimento e dimenticarsi, colpevolmente, di controllare e far seguire l'andamento dei lavori. Siamo alle solite: lo stesso problema si è verificato lo scorso anno. Il dirigente, per le responsabilità che ha, è retribuito in modo sostanzioso. Quindi, è legittimo aspettarsi anche un'efficienza adeguata oppure no?».
Giuseppina Gherardi
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