Francavilla, caccia agli evasori: ci sono 17 milioni da recuperare

1 Giugno 2022

La fetta più corposa riguarda la Tari: 8 milioni e mezzo di tasse non pagate da parte dei cittadini Seguono le multe e l’Imu: 4 milioni da riprendere su entrambi i fronti. Se ne parlerà in Consiglio

FRANCAVILLA. Ammonta a oltre 17 milioni di euro la somma su cui l’amministrazione di Francavilla ha puntato la lente d’ingrandimento, frutto di anni di evasione fiscale da parte dei cittadini, e che ha costretto l'Ente a ricorrere più volte all'anticipazione di cassa, motivo che ha portato al richiamo della Corte dei Conti. A fornire i numeri delle somme che adesso il Comune vuole aggredire è l'assessore Domenico Iorio, chiamato proprio in queste settimane a un lavoro certosino, per portare in consiglio comunale le misure approvate dall'assise e che adesso sono al vaglio dei revisori.
Del totale che supera i 17 milioni di euro, la fetta più corposa è quella che fa riferimento all'imposta sui rifiuti, vale a dire alla Tari, che fa registrare un'evasione di 8,5 milioni di euro. Non sono da meno i verbali delle contravvenzioni non pagate che, sommati nel corso dei tanti anni, hanno portato la cifra a superare di poco i 4 milioni di euro. Qui si trovano anche multe relative agli anni 2014 e 2015, per le quali bisogna verificare se la somma è ancora esigibile o se è finita in prescrizione. Importo analogo lo fa registrare l'Imu, che segna 4 milioni di imposta non onorata, tanto che nell’ultimo consiglio comunale il sindaco Luisa Russo ha evidenziato come in città ci siano circa 4mila abitazioni praticamente sconosciute all'erario.
Queste, di fatto, sono le voci più significative, dalle quali adesso si conta di andare ad attingere per provare a riportare la liquidità necessaria nelle casse comunali. Va detto che fino a oggi la media degli importi recuperati attraverso la riscossione coattiva si attesta al 2,6 per cento annuo, un dato che lo stesso assessore Iorio auspica di poter per lo meno raddoppiare nel corso dei prossimi anni.
«Riuscendo in questo primo obiettivo passeremmo dai 400mila euro che l'Ente ha recuperato in questi anni a quasi un milione di euro», sottolinea. Per farlo bisognerà spingere non solo sull’accertamento, ma occorrerà velocizzare i tempi con le ingiunzioni (in caso di mancato pagamento) e soprattutto quelli della riscossione coattiva. Negli ultimi due anni a complicare il quadro ci si è messa anche la pandemia, che ha sospeso quasi tutti i versamenti tributari, ma adesso l'amministrazione è pronta alla riorganizzazione anche degli uffici della Risco, in modo da snellire le pratiche e favorire il recupero.
«In questo momento stiamo gestendo i casi relativi agli anni 2016 e 2017, ma bisogna andare più velocemente, altrimenti il rischio è di portarsi dietro un procedimento anche per 8 anni», aggiunge l'assessore Iorio. L'avvio della fase operativa ci sarà non appena la Corte dei Conti avrà approvato il piano presentato dall’amministrazione. Intanto, come già anticipato nelle scorse settimane, è al vaglio il passaggio alla Tarip (vale a dire la tariffa puntuale) per quel che riguarda la raccolta dei rifiuti, in modo da alleggerire il bilancio di questa voce e affidare il compito della riscossione dell'imposta direttamente al concessionario del servizio, da individuare entro l'anno attraverso il nuovo bando di gara.
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