Francavilla Estate Bufera sul manifesto

Piovono accuse di plagio e sessismo. Luciani cade dalle nuvole
╘di Loris Zamparelli
FRANCAVILLA AL MARE. L'amministrazione comunale di Francavilla al Mare, per ora, fa marcia indietro per il manifesto presentato dall'artista Mimmo Di Tizio che dovrebbe diventare la copertina del libretto contenente gli appuntamenti dell'estate francavillese. Dopo che lo stesso sindaco, Antonio Luciani, ha svelato martedì sera sul suo profilo facebook il vincitore del contest “in prima pagina”, sul social network più popolare, ma anche in città e oltre, si è scatenata un'accesa discussione per la scelta operata dalla commissione giudicante, composta tra gli altri dal dirigente comunale Roberto Olivieri e dal capo di gabinetto del sindaco, Andrea Di Peco. In sostanza, il manifesto vincitore, proposto dal francavillese Di Tizio (al quale sono andati anche quattrocento euro), è stato subito criticato per vari aspetti ritenuti negativi, con accuse di sessismo e di presunto plagio. Da qui la decisione di riunire nuovamente la commissione e valutare l'eventuale plagio del lavoro.
Il contest. Lo scorso mese, il Comune ha lanciato un contest «finalizzato alla realizzazione della prima pagina del programma estivo, che verrà distribuito dentro e fuori i confini cittadini per promuovere le iniziative turistiche proposte dal Comune. La proposta progettuale dovrà identificare l’idea di “Estate a Francavilla” nei suoi molteplici aspetti di intrattenimento, cultura e turismo balneare, elementi che compongono la principale vocazione della città». C'era tempo fino al 5 maggio per presentare i lavori e alla scadenza sono stati ben cinquanta i partecipanti. La commissione si è riunita e dopo aver valutato i loghi presentati ha scelto quello proposto da Di Tizio. Quattro i criteri seguiti per l'assegnazione: coerenza della proposta con le finalità istituzionali del Comune e del regolamento, immediatezza comunicativa, originalità, facilità di riproduzione.
Il sospetto plagio. Lo stesso sindaco, nell'annunciare il vincitore, ha motivato scrivendo «l'originalità e l'ironia di Mimmo Di Tizio si sono aggiudicate il contest "in prima pagina"». Ma nel giro di qualche ora dalla pubblicazione, da più parti, sono arrivate segnalazioni riguardanti il presunto plagio del lavoro che sarebbe ripreso, sia dal punto di vista grafico che per la scelta del font delle lettere usate, dall'artista olandese Pieter Janssen, in arte “Parra”. In effetti, il fondo schiena della donna, con il costume a pois, appare quanto meno simile, lo stesso vale per le scritte utilizzate.
L'accusa di sessismo. Ma non basta. Il manifesto è finito sotto accusa, anche perché c’è chi lo definisce sessista. A smuovere la contestazione in Regione sono state la consigliera delle Pari opportunità, Alessandra Genco e la presidente della commissione di Parità, Gemma Andreini che, dopo le numerose segnalazioni ricevute, hanno scritto una lettera a Luciani per chiedere l’immediato ritiro del manifesto «ritenendo l’immagine ritratta non appropriata e rispettosa della dignità femminile». Genco e Andreini, invitano inoltre il sindaco «a dare piena applicazione al protocollo tra Anci e Iap (istituto autodisciplina pubblicitaria), in cui si richiamano le amministrazioni locali a consentire, nel proprio territorio, comunicazioni commerciali contenenti immagini che tutelino la dignità delle donne e che propongano una rappresentazione dei generi coerente con l’evoluzione dei ruoli nella società evitando il ricorso a stereotipi di genere offensivi».
La replica. Luciani, dopo aver in parte “sbeffeggiato” le critiche in un secondo post sul suo profilo mercoledì scorso, ieri, ha fatto marcia indietro annunciando una riunione straordinaria della commissione per esaminare l'eventuale plagio: «Nessuna premeditazione, cado dalle nuvole a sentire che si tratta di una creazione sessista, avrei capito se fosse stata una foto. In caso di esclusione questa avverrà per plagio, non per una questione sessista. Il font apparterebbe a un artista olandese. L'artista di Francavilla è stato convocato e ha detto che nella pop art si usa mettere segni distintivi di altri artisti. Sarà la commissione a valutare poi se c'è stato un plagio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

