Francavilla ferita: danneggiati palazzi, stabilimenti e 14 scuole

12 Luglio 2019

Tetti e vetrate sfondati dalla grandine. Evacuate le case a Rione Michetti, il MuMi pieno di acqua Il mare ha invaso la spiaggia. Sfiorata la tragedia in via Pola: un’altra auto nel sottopasso allagato

PESCARA. Il giorno dopo il disastro, Francavilla si è svegliata con un sole beffardo che ha illuminato i segni lasciati dalla tempesta di pioggia e di ghiaccio. La città è stata colpita da cima a fondo, nulla è stato risparmiato. Fare la conta dei danni adesso appare esercizio impossibile, ma da qualche parte occorre pure iniziare. Allora si cerca di pensare come prima cosa alla salute delle persone rimaste ferite, per fortuna non in maniera grave, che migliorano dopo i colpi ricevuti dalla grandine o dalle schegge di vetro. Poi si passa alle case, e qui iniziano le note dolenti. Trovarne qualcuna indenne non è semplice: nei casi migliori ci sono tegole fatte a pezzi, vetri rotti, zone allagate o inaccessibili.
Negli altri la grandine ha letteralmente sfondato i tetti, tanto che guardandoli dall'interno sembra ci sia stato un bombardamento. Rione Michetti è senza dubbio una delle zone più danneggiate, se non la più danneggiata: qui alcuni tetti sono stati scoperchiati, l'acqua è entrata negli appartamenti e ha reso necessario l'evacuazione dei residenti. Dei 40 che mercoledì sera erano stati ricoverati in b&b e alberghi, alcuni hanno trovato una sistemazione autonoma, mentre altri restano ospiti delle strutture messe a disposizione.
Tutte i 14 plessi scolastici cittadini hanno riportato danni, dai vetri rotti ai tetti sfondati, con molta acqua penetrata al loro interno. Ieri mattina il Comune si è concentrato molto su quest'aspetto, lavorando per redigere un report esaustivo per poi iniziare la ricerca di chi possa intervenire, anche in considerazione del fatto che tra un mese e mezzo tutti dovrebbero riaprire. Anche il Museo Michetti è stato danneggiato dalla grandine, con i piani superiori rimasti parzialmente allagati. Capitolo a parte riguarda la questione macchine, colpite dalle palle di ghiaccio su vetri e carrozzeria.
Mercoledì pomeriggio, il sindaco Antonio Luciani ha invitato tutti a pubblicare sulla sua pagina Facebook foto di danni da consegnare al presidente Marsilio, nell'incontro di ieri mattina a Pescara in cui anche Francavilla ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità.
Inutile sottolineare che le immagini di auto distrutte sono state quelle che sono andate per la maggiore. Davanti a carrozzieri e specialisti nella sostituzione dei vetri, ieri mattina si sono formate lunghissime code: tempo di attesa almeno due settimane. La bufera poi ha colpito anche gli stabilimenti balneari, con danni alle strutture, alle tende, ai lettini, a sdraio e ombrelloni. In alcuni tratti, il mare ha invaso completamente la spiaggia, arrivando a toccare le strutture e trascinando con sé tutto quello che incontrava.
Ma nonostante il diluvio e l'allagamento di strade e sottopassi, specie in zona Asterope e Pretaro, dove sulla Nazionale viale dei Pini per ore si è trasformato in un fiume, non è mancato chi con grande imprudenza ha messo a rischio la propria vita. E' successo all'altezza del sottopassaggio di via Pola, lo stesso dove a ottobre una signora rischiò di annegare, quando come mostra un video, una vettura, contromano, ha cercato di percorrerlo con l'acqua che arrivava al finestrino. Questa volta è andata bene, ma l'azzardo è stato grande. E a proposito di contenuti trovati sul web, in molti ieri mattina hanno segnalato la presenza di autovelox in città, sollevando la polemica e invitando a pensare, in questo momento di difficoltà, solo ad aiutare la popolazione.