Francavilla, i rapinatori della gioielleria ripresi dalle telecamere

I carabinieri convinti di stringere il cerchio sugli autori del colpo all’Angelo d’oro di viale Nettuno che hanno legato la titolare col nastro adesivo
PESCARA. Sono le telecamere a circuito chiuso della gioielleria “L'Angelo d'oro” l'elemento chiave che può portare gli investigatori a svelare l'identità dei due uomini che, martedì pomeriggio, hanno rapinato di preziosi il punto vendita a due passi da piazza Sirena.
I carabinieri sarebbero in possesso di buone immagini, che stanno ancora vagliando, nelle quali sarebbero ben visibili i volti dei malviventi che hanno fatto irruzione nel cuore del pomeriggio in gioielleria imbavagliando la titolare e intervenendo sulla cassaforte.
Le indagini sono in corso, e torneranno utili anche le testimonianze di chi ha visto del tutto o in parte la scena.
Martedì pomeriggio, attorno alle 18,15, viale Nettuno era piena di passanti, e in molti secondo una ricostruzione degli investigatori avrebbero notato e seguito i due rapinatori senza però riuscire ad avvicinarli. Qualcuno li ha visti poi allontanarsi su un'autovettura di colore bianco sulla quale evidentemente li aspettava un terzo complice, ma ogni elemento è a questo punto utile agli uomini di Antonio Solimini, che sono sulle tracce dei malviventi. In particolare, un francavillese ha raccontato di aver visto uno dei due uomini uscire dalla gioielleria e di averlo seguito ma poi, temendo che potesse essere armato, è tornato indietro andando a liberare la giovane titolare del punto vendita, che nel frattempo era stata legata con lo scotch in una stanza interna del negozio, ovviamente sconvolta per quanto le era appena accaduto. I particolari che emergono dalla ricostruzione video, dalle testimonianze e dal racconto della donna portano gli investigatori a pensare che non si sia trattato di rapinatori professionisti.
I due si sono presentati nel negozio suonando il campanello per attraversare la doppia porta di sicurezza a viso scoperto e fingendosi clienti. Il loro accento sembrava campano e la corporatura normale, e dalla cassaforte sembra che non abbiano preso proprio tutti i preziosi, ma soltanto quello che evidentemente sono riusciti a raccattare più in fretta.
L'altra rapina in gioielleria a Francavilla, quella che si consumò tre anni fa nell’oreficeria che si trova a pochi metri dall'Angelo d'Oro, avvenne pure nel cuore del pomeriggio. In quel caso, i carabinieri riuscirono dopo qualche tempo a identificare i responsabili e ad arrestarli.
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