Francavilla, il 118 pronto a trasferirsi a San Franco

2 Gennaio 2020

L’annuncio durante la visita del manager Asl Schael: il trasloco entro un mese Il Comune affiderà in comodato d’uso l’edificio ristrutturato con fondi regionali

FRANCAVILLA. Entro un mese, la sede del 118 verrà trasferita all'interno dell'istituto ex Padovano a San Franco, mentre i lavori per la creazione dell'Uccp (Unità complessa di cure primarie) ripartiranno nella prima metà del 2020.
Sono queste le principali novità emerse durante la visita del nuovo manager della Asl di Chieti Thomas Schael, che nel corso del suo giro di ricognizione dopo la nomina, accompagnato dal sindaco Antonio Luciani, è passato anche da Francavilla. Il problema più urgente è senza dubbio quello che riguarda la sede del 118.
Quella attuale infatti, su viale Nettuno, non offre più le garanzie necessarie per lo svolgimento delle prestazioni. Come denunciato anche dal consigliere Livio Sarchese, di recente gli operatori sono stati costretti a lavorare senza riscaldamento per la rottura dell'impianto. In realtà, l'attuale collocazione del 118, resa possibile grazie alla disponibilità di un privato, doveva essere solo temporanea: invece è rimasta tale per 6 anni.
Adesso, però, si cambia. Entro gennaio è previsto il trasferimento negli uffici fino a questo momento occupati dalla Hera, la società che gestisce la distribuzione del gas, anch'essa in procinto di trasferimento.
L'obiettivo è senza dubbio quello di dare agli operatori del pronto intervento una condizione migliore per poter lavorare, attesa da tempo. Più articolato invece è il discorso che ruota intorno all'unità complessa di cure primarie: la Regione, con la precedente giunta, ha stanziato un milione e 57mila euro per la ristrutturazione e l'ammodernamento dell'istituto ex Padovano, ma a oggi è ancora tutto fermo.
Esattamente un anno con una conferenza di servizi a cui parteciparono il sindaco Luciani e il direttore del distretto sanitario locale Rosa Borgia, era stato abbozzato un cronoprogramma che avrebbe dovuto portare all'apertura del centro dopo 18 mesi. Evidentemente però, qualcosa si è inceppato, tanto che ad oggi passi in avanti non ce ne sono stati. Questo però non significa che l'opera sia stata messa in archivio. Al contrario.
È stata proprio la visita del nuovo manager a rilanciare il progetto. In pratica, la struttura comunale che sorge a San Franco e che già oggi conta servizi specialistici come neurologia, diabetologia e il centro vaccinale, verrebbe affidata in comodato d'uso gratuito alla Asl per un periodo di 20 anni, a fronte degli interventi di ristrutturazione e ammodernamento di cui andrebbe ad occuparsi l'azienda sanitaria grazie al finanziamento regionale.
In questo modo, come sottolineato in passato dalla dottoressa Borgia, i medici di medicina generale andranno ad operare in associazione, offrendo nei due piani messi a loro disposizione una serie di servizi in grado di deospedalizzare la zona, riducendo la necessità dei pazienti di fare ricorso alle strutture ospedaliere vicine. Il nuovo obiettivo è quello di provare a completare l'opera entro l'anno.
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