Francavilla onora Nduccio con la cittadinanza onoraria

Stasera la cerimonia con spettacolo in piazza Sirena. Il riconoscimento voluto dal presidente Bruno. Il comico impegnato nel sociale: «La mia vera vocazione»
FRANCAVILLA AL MARE. Tutto pronto questa sera per la consegna della cittadinanza onoraria che la città di Francavilla ha deciso di concedere a Germano D'Aurelio, in arte Nduccio. La decisione, ufficializzata la scorsa settimana, è stata fortemente voluta dal presidente del consiglio comunale Enrico Bruno. Tre i motivi essenziali che hanno dato via libera all'iniziativa: come prima cosa Nduccio è da sempre un grande amico della città di Francavilla, dove è spesso protagonista con iniziative e spettacoli, ultimo dei quali la rassegna “Stasera l'aria è fresca” dedicata al suo grande amico scomparso Goran Kuzminac.
In secondo luogo Nduccio ha contribuito a portare l'immagine dell'Abruzzo fuori dai confini geografici, attraverso la sua ironia e la sua capacità di fare breccia nel cuore e nella testa delle persone. Terzo, ma forse più importante motivo, riguarda l'impegno nel sociale di Germano D'Aurelio, che attraverso la sua onlus “Fratello Mio” lavora in Africa per aiutare interi villaggi, attraverso la fornitura di libri scolastici, costruzione di pozzi e aiuti umanitari, un'attività che l'artista pescarese ha sempre tenuto riservata. Ed è proprio da qui che D'Aurelio parte per ringraziare la città di Francavilla.
«Di solito la cittadinanza onoraria è un riconoscimento che si concede a ben altre persone, a chi vive in giacca e cravatta, compie un gesto eroico e per questo ne diventa meritevole. Io sono un buffone, o un artista, dipende dai punti di vista, che regala qualche ora di divertimento al pubblico. Proprio per questo ritengo che l'amministrazione di Francavilla sia stata molto coraggiosa nella sua scelta e a lei va tutto il mio più grande grazie». Poi però racconta il suo impegno nel sociale, anche se come sottolinea «è un qualcosa che si fa per vocazione, non per vanto. Per questo ho sempre cercato di tenerlo nascosto. Ma è vero, con l'associazione Fratello Mio operiamo in Togo, dove si muore per dissenteria, scavando pozzi e cercando di portare l'acqua potabile. Aiutiamo anche i bambini con l'acquisto di libri scolastici. Ma non solo, perché in Mali abbiamo un centro di riabilitazione per le donne vittime di mutilazioni genitali e in Tanzania un centro sociale grazie anche alla collaborazione di mia figlia, che fa il medico, unitamente a quella dell'ex sindaco di Chieti Francesco Ricci e del sostegno avuto da Gianni Melilla».
Poi l’impegno nelle carceri: «Ultimamente siamo stati a Sulmona, per parlare con gli ergastolani, convinti che occorra punire l'azione e non l'uomo e che la pena debba essere riabilitativa e non ostativa. Il carcere a vita senza appello è una sconfitta per lo Stato». Dopo il conferimento della cittadinanza, Nduccio si esibirà in piazza Sirena con uno spettacolo dedicato alla città e al pubblico dal titolo: "Il sorriso, fonte di vita".

