Francavilla, polemica per una palazzina da costruire sul mare

Mantini (Lega): «Alla prima mareggiata, chiederanno aiuto» Il responsabile dei lavori: «Abbiamo rinforzato la scogliera»
FRANCAVILLA. Una palazzina sul mare, in costruzione sulla riviera sud di Francavilla, accende lo scontro tra il consigliere comunale della Lega Alessandro Mantini e il responsabile dei lavori Nicola D'Eusanio.
A segnalare quello che sta succedendo è il consigliere, attraverso la sua pagina facebook: «Costruiscono in mare e magari alla prossima mareggiata chiedono la protezione dell'immobile con soldi pubblici», scrive Mantini. A tal proposito, appare opportuno ricostruire la vicenda. Lo stabile in fase di realizzazione sta nascendo sui ruderi di un vecchio edificio, per anni rimasto in stato di abbandono e diventato ricettacolo di sporcizia.
La palazzina che Mantini definisce «sul mare» sta sorgendo sullo stesso perimetro di quella precedente, tanto che dal punto di vista urbanistico anche lo stesso consigliere sottolinea come «non ci sia nulla di irregolare, tant'è che è stato rilasciato il permesso a costruire».
Secondo Mantini, però, la palazzina poi demolita era stata realizzata sulla base di un permesso rilasciato non più tardi degli anni 60, quando il mare era ben più distante dalla costa rispetto a quanto succede oggi. Nel corso degli anni, l'avanzamento dell'acqua e l'erosione hanno mangiato centimetri su centimetri di costa, tanto che sempre secondo Mantini a oggi non ci sarebbero nemmeno 3 metri di spazio tra la fine della proprietà privata e il mare. Un'analisi, quest'ultima, confermata anche dal fatto che proprio per consentire di portare avanti i lavori di costruzione è stato necessario rinforzare la scogliera a ridosso del cantiere, onde evitare che il mare potesse creare problemi. Questo, del resto, è un intervento che rivendica il titolare, D'Eusanio, il quale risponde al consigliere Mantini: «Io e gli altri abitanti della zona abbiamo provveduto con i nostri soldi a rafforzare la scogliera», scrive. «La casa è lì da almeno 40 anni, così come ci sono le mareggiate. Prima di effettuare la ristrutturazione sono stati chiesti tutti i pareri, dalla capitaneria alla dogana, per concludere con l'ufficio demanio». La vicenda per certi versi ricorda quella dello stabilimento Il Pirata di Fossacesia, il cui cantiere è stato sequestrato nelle settimane scorse a seguito di una serie di esposti, nonostante che il Comune avesse dato l'ok per la realizzazione dell'opera.

