Francavilla, rete del gas all’asta per 11 milioni

Il Comune pronto a cedere le tubature cittadine a una società privata Luciani: se la vendita andrà in porto, ci saranno i fondi per nuove opere
FRANCAVILLA. Il Comune di Francavilla riprova, dopo la prima asta andata deserta nella primavera dello scorso anno, a vendere le reti del gas di sua proprietà per un corrispettivo di quasi 11 milioni di euro, denaro che nelle intenzioni del sindaco Antonio Luciani verrebbe utilizzato per finanziare tutte le opere previste nel piano triennale delle opere pubbliche così da dare ulteriore sviluppo alla crescita della città.
Il primo tentativo risale allo scorso marzo quando l’avviso per la vendita andò a vuoto, solo pochi giorni dopo la seconda elezione vinta dal primo cittadino. La nuova determina a contrattare la vendita delle reti e impianti di distribuzione del gas naturale di proprietà del Comune è stata pubblicata sull’albo pretorio dell’ente lo scorso 21 dicembre dopo la delibera del consiglio comunale. Il prezzo base d’asta per la vendita di tutta la rete gas in mano al Comune (parliamo di molti chilometri di tubazioni) è stato fissato in 10 milioni e 838 mila 744,56 euro. La delibera del consiglio prevede anche che l’amministrazione comunale mantenga il contratto di gestione e quindi il subentro dell’aggiudicatario nel contratto di gestione in essere tra il Comune e la società 2i Rete Gas Spa per la gestione del servizio di distribuzione del gas metano nel territorio comunale. La stessa 2i Rete Gas Spa detiene anche circa il 20 per cento della rete gas non di proprietà del Comune. Una percentuale molto alta che pochissimi Comuni hanno in Italia. A Francavilla la situazione è questa in virtù dell’operazione messa in piedi negli anni Ottanta dal Comune con la costruzione della rete gas di proprietà.
Questa volta, dice Luciani, lo scenario è cambiato e la vendita potrebbe andare a buon fine visto che a breve verranno istituiti gli enti d’ambito, dentro ai quali confluiranno le reti dei singoli Comuni, compresa quella di Francavilla. Nella gestione degli enti d’ambito, per le singole società sarà rilevante essere proprietarie delle reti. Tra le motivazioni che hanno portato alla scelta di provare la vendita c’è anche la relativa anzianità della rete, circa quaranta anni, che prima o poi avrà necessità di essere rifatta, e il timore che una volta finiti sotto l'ente d'ambito il valore della stessa rete possa deprimersi. Attualmente il canone che rientra al Comune dai gestori della rete è di oltre 700 mila euro. Ai quasi 11 milioni di euro di base d'asta si è arrivati prendendo in considerazione il Vir (valore di rimborso) ovvero il valore industriale della rete gas. L’altro valore è quello del Rab (regulatory asset base), valore del capitale investito netto come riconosciuto dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas alle società di trasporto e distribuzione al fine della determinazione delle tariffe applicabili, un valore più basso che dà la misura della redditività della rete. Prendendo in esame questo secondo valore, invece di quasi 11 milioni di euro, il prezzo a base d'asta sarebbe di circa cinque-sei milioni di euro, dunque la metà.
«Spero di trovare l’interesse di qualche operatore», spiega Luciani, «visto che a breve si faranno le gare d’ambito nelle quali avrà un certo rilievo per le società avere delle reti di proprietà e per questa ragione speriamo che la rete sia appetibile, con quel denaro ci finanzieremmo tutto il piano triennale delle opere pubbliche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

