«Francavilla, ripascimento fallito 2019 senza ombrelloni in spiaggia»

FRANCAVILLA. «Il ripascimento sulle spiagge di Francavilla è fallito e i 185mila euro spesi per effettuare gli interventi sono stati buttati in acqua. Soldi e tempo persi. Lavori eseguiti in piena...
FRANCAVILLA. «Il ripascimento sulle spiagge di Francavilla è fallito e i 185mila euro spesi per effettuare gli interventi sono stati buttati in acqua. Soldi e tempo persi. Lavori eseguiti in piena stagione, a luglio, che non sono serviti a nulla. A me sono rimasti lo stesso pochi metri di spiaggia. Solo poco di più di ciò che avevo prima».
Per queste ragioni Mauro Cioffi, titolare insieme alla sorella Germana, del Lido Bianco in viale Alcione, che a luglio era fiducioso sugli interventi che avrebbero ripopolato anche il litorale antistante il suo stabilimento, ha deciso di cambiare strategia di marketing e per il prossimo anno balneare ha intenzione di puntare sui servizi, tra bar e ristorazione, e di togliere gli ombrelloni dalla spiaggia. Una spiaggia senza ombrelloni? «Sì», conferma Cioffi, «da piantare solo all’occorrenza, quando i clienti ne faranno richiesta».
C’è tempo un anno per organizzare e formalizzare i dettagli dell’operazione. Nel frattempo, la sua rabbia contro il ripascimento parziale è tanta.
«Non mi hanno rimesso i metri cubi di sabbia promessi ma sicuramente molti di meno, perché lo spazio per piantare gli ombrelloni non è sufficiente come prima dei lavori», spiega il balneatore, che ha affidato ai social la sua rabbia nei confronti dell’amministrazione comunale che a metà luglio, nel corso di una conferenza stampa, aveva festeggiato la fine dei lavori e snocciolato i dati dell’intervento: 185mila euro derivanti da una concessione con la Regione che ha consentito di riportare una quantità di sabbia di circa 12.400 metri cubi.
«Per quanto mi riguarda», ha scritto Cioffi su Facebook rivolto anche ai colleghi di Baia delle Sirene, Albatros, Vela Bianca, Nautilus, L'Approdo, Bagni Marcello, gli altri stabilimenti che hanno rilevato le stesse problematiche di ripascimento non del tutto soddisfacente, «l’approccio e la gestione della emergenza erosione da parte dell’amministrazione è confusa, inefficace, ma soprattutto offensiva per chi lavora sul mare e chi vorrebbe fruirne. Qualcuno se ne dovrà assumere le responsabilità».

