Francavillese morto in Camerun, eseguita l’autopsia

FRANCAVILLA AL MARE. Si attendono a breve gli sviluppi dell’inchiesta sulla morte, avvenuta nei giorni scorsi a Douala, in Camerun, di Stefano Solazzi, il 50enne originario di Francavilla al Mare che...
FRANCAVILLA AL MARE. Si attendono a breve gli sviluppi dell’inchiesta sulla morte, avvenuta nei giorni scorsi a Douala, in Camerun, di Stefano Solazzi, il 50enne originario di Francavilla al Mare che da anni lavorava in Africa e che aveva la famiglia, moglie e due figli, in Svizzera, dove ha sempre vissuto.
I parenti, in particolare il fratello Massimiliano e il padre Renato, che si trovano in Abruzzo, hanno saputo della scomparsa dell’uomo da un amico, che li ha contattati dal Camerun. Il padre del cinquantenne vive a Francavilla da quando è andato in pensione, mentre il fratello Massimiliano è arrivato in Abruzzo in vacanza, come da tradizione, visto che tra Francavilla e Pescara vivono molti parenti per cui è un appuntamento fisso per questa famiglia.
La morte di Stefano Solazzi è stata trattata inizialmente come un suicidio ma l’intervento del fratello, che ha nominato un avvocato per contrastare questa tesi, ha consentito di approfondire la vicenda e due donne sono state fermate perché potrebbero aver ucciso il cinquantenne. Su questo, però, si attende il pronunciamento del giudice per la convalida, così come si aspetta di conoscere l’esito dell’autopsia. Sono stati anche disposti degli accertamenti tossicologici sui prelievi effettuati. «Ora», spiega Massimiliano Solazzi, «vorremmo far controllare dalla polizia e dall’avvocato l’appartamento di mio fratello, che è stato sequestrato. Mi auguro», aggiunge, «che l’Ambasciata svizzera e quella italiana ci aiutino per il rimpatrio del corpo». Avendo ricevuto tante telefonate da amici e conoscenti Solazzi intende organizzare «una cerimonia nella chiesa di Sant’Alfonso».
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