Frane e strade distrutte un anno senza i lavori

PENNE. È ancora emergenza frane nelle contrade di Penne. In almeno 6 zone i residenti sono costretti da quasi un anno a fare i salti mortali per uscire di casa e rientrare. In alcuni casi, come ad...
PENNE. È ancora emergenza frane nelle contrade di Penne. In almeno 6 zone i residenti sono costretti da quasi un anno a fare i salti mortali per uscire di casa e rientrare. In alcuni casi, come ad esempio in contrada Mallo, qualche famiglia è stata addirittura costretta ad abbandonare la casa costruita con i sacrifici di una vita per via dei movimenti franosi che insistono sulla collina e che hanno reso la struttura abitativa inagibile. C’è anche chi ha deciso di mettere in vendita la propria casa e lasciare il paese.
«È passato quasi un anno e nulla o quasi è stato fatto per limitare il dissesto idrogeologico in atto. È una situazione assurda», sostiene il segretario di Rifondazione comunista di Penne, Gabriele Frisa, «salvo annunci e promesse il governo regionale ha fatto veramente ben poco, lasciando le briciole in quanto a finanziamenti, per risolvere i problemi dei cittadini pennesi dopo i movimenti franosi che hanno colpito il territorio lo scorso marzo. Anche l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Rocco D’Alfonso, escluso qualche intervento palliativo, non ha salvaguardato le esigenze dei pennesi. Alcune strade sono irraggiungibili anche per i mezzi di soccorso e il possibile arrivo del maltempo potrebbe ingigantire in maniera esponenziale i rischi dei residenti delle zone più martoriate».
Oltre a contrada Mallo, le difficoltà persistono in contrada Toballesco, Pagliari, Colle Freddo, Villadegna, Santa Maria Mirabello e nella zona di Collalto: «Chiedo al sindaco e a tutta la sua maggioranza di far pressione sul governo regionale», dice Frisa, «affinché vengano attivati al più presto gli interventi necessari a sistemare le situazioni franose che da quasi un anno costringono tantissimi cittadini a vivere nell’emergenza».
Francesco Bellante
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