Frane, incendi e alluvioni: il piano per le emergenze

Il documento approvato in aula indica come saranno gestiti gli eventi più critici M5s vota contro. Alessandrini: «È vecchio e superato, risale a prima del Covid»
PESCARA. Il Comune di Pescara ha un nuovo piano di emergenza comunale. Il consiglio ieri pomeriggio ha approvato la delibera contenente il documento che d'ora in poi detterà le modalità di intervento e di azione della struttura comunale, che dovranno essere seguite per gestire le situazioni di emergenza.
«Questo documento fa chiarezza», ha sottolineato l'assessore alla Protezione civile, Eugenio Seccia, «e stabilisce perfettamente cosa fare e chi dovrà farlo per gestire una situazione di emergenza». Il piano di protezione civile rappresenta l'insieme delle procedure d'intervento da attuare al verificarsi di un evento catastrofico. Si tratta di uno strumento con cui il sindaco «informa i cittadini dei rischi presenti nel territorio comunale e attraverso di esso, mette in campo azioni in difesa della comunità», si legge nella relazione. «Conoscere il rischio con il quale convivere diventa quindi la vera frontiera di una cultura e di una coscienza evoluta di protezione civile per rendere la comunità capace di reagire di fronte a un disastro».
Il documento è stato elaborato da un gruppo di lavoro del Comune, con la consulenza dell'università Politecnica delle Marche, sulla base delle linee guida regionali. Il piano si compone di una relazione generale che analizza le caratteristiche del territorio comunale in base all'ambiente fisico, alla popolazione, alle infrastrutture; nella seconda parte vengono analizzati i rischi, con i relativi scenari. Il primo rischio preso in considerazione è meteo-idrogeologico e idraulico. In questo rientrano gli scenari legati alle frane, all'esondazione del fiume Pescara, a temporali e allagamenti e al sistema di difesa idraulica della città. Il piano include anche i rischi di incendio boschivo, sismico, industriale, di neve e ghiaccio, di maremoti, ferroviario e aeroportuale, con ipotesi di incidenti aereo e ferroviario. Previsto anche lo scenario sanitario, nel quale si prendono in considerazione i rischi connessi a emergenze sanitarie, ospedaliere fino alle emergenze epidemiche. Vi sono poi i piani operativi di emergenza che definiscono per ogni singolo scenario le procedure d'intervento da attuare di fronte a un disastro, garantendo il coordinamento delle strutture chiamate a gestire l'emergenza.
Per ogni tipologia di rischio vengono definite le procedure con l'attivazione di fasi in base al livello di allerta raggiunto, distinguendo le attività in ordinario da quelle in emergenza. Nel piano si ipotizzano anche sei aree dove poter allestire in caso di necessità delle vere tendopoli. Il documento, approvato con 15 voti favorevoli, ha trovato il voto contrario del Movimento 5 Stelle e l'astensione degli esponenti del centrosinistra. L'opposizione, durante la discussione, aveva sollecitato un rinvio dell'approvazione della delibera per consentire un'ulteriore analisi di un documento ritenuto particolarmente tecnico e comprenderne l'effettiva efficacia ed efficienza.
«Questo piano è stato presentato nel 2019», ha spiegato la consigliera pentastellata Erika Alessandrini, «quando non era ancora esplosa la pandemia del coronavirus. Questa circostanza lo rende un piano vecchio e superato, dal momento che non prevede le tante attività messe in campo per fronteggiare questa emergenza».

