Frane sulla Penne-Farindola servono quasi tre milioni

Sopralluogo sulla strada provinciale con focus sugli smottamenti a Colletrotta Di Marco: «Questa cifra è indispensabile, ora servono risposte certe dal governo»
PENNE. La strada provinciale 8 Penne – Farindola è colpita da un violento dissesto idrogeologico. Per porre rimedio a tutta una serie di frane e smottamenti che si incontrano percorrendo l'importante snodo viario, che dalla zona vestina conduce anche ad alcuni paesi del Teramano come Bisenti e Arsita, servono ben 2 milioni 750 mila euro. Una cifra improponibile per la Provincia di Pescara e per le sue casse.
Ieri mattina il presidente dell’ente pescarese, Antonio Di Marco, accompagnato dal consigliere provinciale Vincenzo Catani e dal geometra Mauro Di Blasio, ha visionato i punti più critici della zona. L’ osservazione si è soffermata soprattutto in contrada Colletrotta, a Penne, dove da qualche tempo un nuovo movimento franoso ha seriamente messo a rischio la percorribilità della strada. Nelle scorse settimane, a Colletrotta è dovuta intervenire la Protezione civile comunale per tenere sotto attento monitoraggio il movimento franoso in atto.
Lo scivolamento del terreno, ancora in atto, fortunatamente non ha interessato un’abitazione vicina. La situazione è comunque diventata insostenibile per i tanti cittadini che risiedono nella zona e che ogni giorno sono in difficoltà nel percorrere le abbandonate strade colpite dal dissesto. «Ad oggi sono stati portati avanti solo interventi di somma urgenza per garantire il transito sulla provinciale 8», spiega Di Blasio. I tecnici della Provincia nei giorni scorsi hanno provveduto a completare e inviare alla Protezione civile regionale le schede degli interventi necessari su tutti i 754 chilometri di strade provinciali. Complessivamente, per tutte le strade provinciali dunque, sono necessari 32 milioni di euro. «Non abbiamo fondi a disposizione per far fronte alla grave emergenza viaria della nostra provincia. L'asse pedemontano vestino, in particolare la zona Penne-Farindola», osserva Di Marco, «attende da troppo tempo soluzioni tecnicamente valide per superare le difficoltà evidenti. In questi mesi abbiamo rilevato le criticità e adesso ci aspettiamo risorse certe e immediate dal governo. Oggi saremo a Roma per sapere del decreto che possa dare speranza al nostro territorio. Vogliamo ricordare a chi governa la gravità della situazione dopo l'emergenza terremoto e maltempo che ha flagellato i nostri territorio. Noi Province dell’Abruzzo e del centro Italia siamo davvero allo stremo», sottolinea il presidente, «costrette finora a raschiare il fondo del barile e oramai in condizioni di non poter più andare avanti».
Alla manifestazione, promossa dalla Provincia di Teramo e patrocinata dall'Upi, hanno subito aderito le Province di Pescara, L’Aquila e Chieti, e le associazioni di categoria, i sindacati confederali, i Comuni, l'Anci Abruzzo e numerose istituzioni locali.

