Fu inaugurato da Mattarella: ora l’auditorium è in abbandono

Chiuso da tempo e lasciato nel degrado la struttura da duecento posti al Colle L’appello di Agostinone e Gallerati, il sindaco che lo recuperò: «Va restituito ai giovani talenti»
MONTESILVANO. «Questo auditorium deve tornare a vivere affinché diventi il palcoscenico dei giovani talenti di Montesilvano e del territorio». Sergio Agostinone, ex comandante della polizia municipale e operatore culturale della Montesilvanesità ci crede nel progetto di rinascita della struttura comunale all’aperto di Montesilvano colle, intitolata a Luigi Sciarretta e inaugurata nell’aprile del 2000 dall’allora ministro della Difesa Sergio Mattarella, oggi presidente della Repubblica.
Ad accompagnare il ministro fu, all’epoca, il sindaco Renzo Gallerati che oggi si domanda «perché quell’anfiteatro, nato sulle ceneri di un cimitero di guerra, sia completamente abbandonato».
Anzi lo è da una decina d’anni. Da quando il teatro, che ha una capienza di oltre 200 posti, ha smesso di esistere dopo un glorioso vissuto di mostre e spettacoli durato appena due lustri. Il primo concerto fu quello della soprano montesilvanese Carla Di Censo.
L’auditorium fu voluto proprio da Gallerati, che verso la fine degli anni Novanta ordinò la bonifica di quel cimitero settecentesco che ha ospitato i resti dei montesilvanesi fino al periodo tra le due guerre. «All’epoca», ricorda Gallerati, sindaco di Montesilvano dal 1995 al 2004, «scavando nel terreno, trovammo resti umani, seppelliti nella nuda terra, sparsi qua e là. L’area fu ripulita, controllata dalla Asl e le ossa trasferite nel nuovo cimitero». L’anfiteatro si trova all’angolo tra via Colle Vento (strada provinciale per Spoltore) e la strada comunale Fosso dello Sportello. Un residente della zona, Giuseppe Modesti, delle omonime officine, ricorda che da «bambino andavo sempre a giocare tra le tombe e l’ultimo funerale qui risale al 1934».
Il progetto, firmato dall’architetto Marco Volpe, diede vita a un teatro all’aperto funzionale e moderno con arredi realizzati sulla base di antichi manufatti. Come le mura di cinta a mattoncini che hanno resistito a decenni di intemperie e degrado.
All’interno le colate di cemento hanno dato forma ed espressività a un vecchio teatro che «necessitava di maggiori attenzioni per continuare a dare ai giovani uno spazio cultuale nel quale esprimersi» ha detto Agostinone, capolista della lista civica MontesilvAmo, che ieri mattina ha effettuato un sopralluogo nella zona.
L’anfiteatro oggi è una struttura spenta, diroccata, annegata nelle erbacce «che meriterebbe un destino diverso», dice Agostinone che guarda al futuro. «Questo auditorium», sottolinea, «si trova a due passi dal centro storico di Montesilvano colle, dovrebbe essere il fiore all’occhiello della cultura locale, invece è un rudere abbandonato e dimenticato da tutti». Le panchine di cemento sono annerite e sbriciolate. L’interno della struttura è possibile ammirarlo solo se ci si arrampica lungo i muretti di mattoncini (all’esterno) e di cemento (all’interno).
Gli ingressi che danno sulla strada provinciale sono sigillati dai lucchetti. Ma da un pertugio è possibile gettare uno sguardo nel degrado all’interno dell’area, completamente scoperta e lasciata all’incuria del tempo e ai capricci delle condizioni meteorologiche. Incalza, Gallerati: «Bastava dare una sistematina alla strada comunale nel retro e fare una leggera copertura per proteggere la struttura dalle intemperie».
Nei giorni scorsi anche il consigliere comunale Mauro Orsini ha sollecitato la ristrutturazione del teatro dei Colli.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

