“Fuga” da casa per oltre 2.700

Superano quota 115mila gli abruzzesi fermati Sanzioni da 280 euro. Irregolari 46 attività
PESCARA. I “fuori di casa” irregolari sono 2.729 in Abruzzo, finora. Un esercito di persone che non aveva un valido motivo per uscire o che ha presentato delle autocertificazioni fasulle, mettendo in pericolo la propria e l’incolumità altrui. È quanto emerge dall’analisi dei report delle prefetture di Pescara, L’Aquila, Chieti e Teramo sui controlli eseguiti dalle forze dell’ordine.
Sono stati 115.672 gli automobilisti o i pedoni fermati e controllati.
Con l’entrata in vigore del nuovo decreto (25 marzo) l’inosservanza delle disposizioni non contemplano più misure sul piano penale ma una sanzione amministrativa tra 400 e 3mila euro (aumentata fino a un terzo se commessa con un veicolo; raddoppiata in caso di recidiva). Però chi la salda entro 60 giorni dalla notifica paga solo il minimo di 400 euro, ulteriormente scontato del 30% (dunque 280 euro) se paga entro cinque giorni. Nessuna stangata, dunque. Una norma transitoria la applica anche alle violazioni già commesse, ma in questi casi nella misura minima ridotta alla metà, quindi tutti i denunciati fino al 25 marzo non rischiano alcunché sul piano penale, mentre dovranno pagare una sanzione amministrativa di 200 euro.
La provincia di Teramo è quella che ha fatto registrare le maggiori violazioni (868), seguita da Pescara (697), Chieti (686) e L’Aquila (478).
Una raffica di controlli ha riguardato anche le attività commerciali. Le forze dell’ordine hanno ispezionato complessivamente 27.134 negozi o aziende. Sono state 46 quelle sanzionate o sospese e in questo caso il primato è della provincia dell’Aquila.
Gli spostamenti anche fuori dal proprio comune di residenza o domicilio sono contemplati per esigenze lavorative, per motivi di salute (ad esempio per sottoporsi a terapie e cure mediche), per situazioni di necessità (acquisti di generi di prima necessità, farmaci, giornali) e per motivi di assoluta urgenza (ad esempio quando i servizi non sono disponibili nel proprio comune).
Viene punito col carcere da uno a cinque anni chi è in quarantena perché positivo al coronavirus ed esce intenzionalmente di casa violando il divieto assoluto di lasciare la propria abitazione. In questo caso, si incorre in un reato contro la salute pubblica, provocando il diffondersi dell’epidemia. In Abruzzo non sono stati registrati episodi in tal senso.
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