Fuochi d’artificio vietati: ventenne finisce nei guai

PESCARA. Un pescarese di vent’anni è stato sorpreso dai poliziotti della squadra Amministrativa nella zona della stazione ferroviaria con 110 pezzi di fuochi d’artificio illeciti, ed è stato...
PESCARA. Un pescarese di vent’anni è stato sorpreso dai poliziotti della squadra Amministrativa nella zona della stazione ferroviaria con 110 pezzi di fuochi d’artificio illeciti, ed è stato denunciato. Il giovane è incappato in uno dei tanti controlli che la Polizia sta facendo in questo periodo di festività anche in relazione a produzione, commercio e detenzione di artifici pirotecnici.
E nel corso di questo servizio, nei giorni scorsi la squadra Amministrativa ha ispezionato quattro esercizi commerciali dislocati sul territorio provinciale. Ma un occhio di riguardo l’hanno tenuto anche nei confronti dei venditori ambulanti che gravitano nella zona della stazione ferroviaria pescarese. È nel corso di questa attività di osservazione che il personale in borghese ha notato un pescarese di venti anni, già noto per reati collegati alla vendita illegale di articoli pirotecnici. E ritenendo che potesse trasportare materiale esplodente, gli stessi agenti hanno controllato il ragazzo fermandolo poco distante dal punto dove aveva effettuato una presumibile “consegna”.
Alla domanda, se avesse prodotti pirotecnici a bordo dell’auto, il ventenne ha risposto che era ancora presto per la vendita di tali articoli e, a riprova di quanto diceva, ha aperto il portellone posteriore mostrando cartoni contenenti cosmetici e profumi, oltre alle attrezzature della bancarella. Ma i poliziotti non si sono accontentati, decidendo di fare un controllo più approfondito. E i sospetti, alla fine, hanno trovato conferma. Nascosta sotto diversi scatoloni, c’era infatti una grande busta con, all’interno, 110 pezzi di prodotti esplodenti: di forma cilindrica, di colore marrone chiaro, con tappi in plastica bianchi e neri, alti 8,3 cm con 3 di diametro, avevano una miccia pirotecnica inserita nella parte centrale bassa, confezionati artigianalmente e privi di etichettatura, del peso lordo complessivo di 5 chili. Di qui, nei confronti del ventenne, è scattata la denuncia in relazione all’articolo 53 del Testo unico delle leggi di Pubblica sicurezza che prevede il divieto di fabbricare, tenere in casa o altrove, trasportare o vendere, prodotti esplodenti che non siano stati riconosciuti e classificati dal Ministro dell'interno.

