Fuochi negati, cittadini delusi: hanno distrutto la nostra festa

19 Agosto 2021

Residenti e turisti contestano il divieto: «Gli spari sono sul mare, non è mai successo nulla» La solidarietà agli operatori: «Un danno per tutti, soprattutto per chi poteva lavorare bene»

FRANCAVILLA AL MARE. Lo stop ai fuochi a mare in onore di San Franco lascia scontenti turisti e residenti che, il giorno dopo il no della commissione provinciale per la pubblica sicurezza (dopo il divieto della Prefettura di trasportare i fuochi) non nascondono il loro disappunto per aver perso la serata clou dell’estate cittadina.
«Ho 18 anni, e non ho mai mancato l’appuntamento con lo spettacolo pirotecnico di San Franco», dice Gloria Miccoli, che passeggia per le vie della città insieme allo zio Marco Fava, arrivato da Sora proprio in questi giorni per assistere ai fuochi che non ci saranno. «Quando mia nonna ha saputo che sono stati annullati, quasi si è messa a piangere. Avevamo invitato amici e parenti da fuori città per vederli insieme. Tutto inutile. Credo che sia stata una caduta di stile di chi si è impuntato per vietarli. Lo sparo è sul mare, lungo la spiaggia vengono rimosse palme e ombrelloni. Qui non è mai successo nulla». E ancora: «Per non parlare delle tante attività, specie quelle di ristorazione, fortemente penalizzate dalla decisione. Mio padre conosce diversi addetti ai lavori che hanno ricevuto decine di disdette. Penso che sia stato un danno all’immagine dell'intera città». Dello stesso tenore le parole di Simona, che passeggia sul pontile della Sirena: «In prima battuta pensavo che il divieto fosse arrivato per il Covid. Quando ho letto che invece era stato dato per il rischio incendi sono rimasta più che perplessa. Da 20 anni assisto ai fuochi a Francavilla e non è mai successo nulla. Mi sembra che si sia cercato il pretesto per proibirli. Non autorizzare il trasporto, perché in caso di incidente il carico potrebbe incendiarsi, equivale a dire di non uscire di casa durante il temporale perché potremmo essere colpiti da un fulmine. Ai miei occhi è un motivo che non regge».
Anche Roberto Michetti e Antonio Miccoli, seduti al tavolino di uno stabilimento balneare, ritengono che la motivazione addotta «sia un pretesto per non farli fare. Per come erano stati pensati, dando seguito all’organizzazione dello scorso anno, con i 25 punti di lancio, non ci sarebbe stato nemmeno il rischio di assembramenti. Senza fuochi inutile anche andare alla festa. Il rammarico più grande è per chi nella serata del 18 agosto avrebbe potuto lavorare bene, invece si è trovato costretto a fare i conti con lo stop allo spettacolo pirotecnico arrivato 24 ore prima. Senza girarci intorno, chi viene a Francavilla la sera di San Franco lo fa per godersi lo spettacolo pirotecnico. Se questo viene meno, è quasi inevitabile che l’interesse vada scemando. Speriamo nel prossimo anno».
A pochi passi passeggiano Nadia Taddeo e Gino D’Attilio, di Manoppello, in vacanza a Francavilla, anche loro sorpresi dalla scelta di vietare i fuochi della tradizione: «Alla fine credo sia stato un segnale che le autorità hanno voluto lanciare contro i piromani che stanno mettendo fuoco dappertutto», dice Gino. «Prevenire va sempre bene, ma sarebbe opportuno valutare caso per caso. In alcuni comuni limitrofi sono stati autorizzati, a Francavilla no. Mi chiedo il perché. Dispiace a noi, ma dispiace ancor di più alle tante attività che nella serata di San Franco potevano trovare una boccata d’ossigeno dopo tanti mesi di sofferenza».