Furti, caccia alla banda del trapano

29 Luglio 2017

Le telecamere dei negozi presi di mira svelano i volti di un gruppo di giovani

PESCARA. È una banda. Sempre la stessa, quella che l’altra notte, tra le 4 e le sei del mattino, ha preso d’assalto i negozi del centro mirando ai registratori di cassa. Una banda che in poco meno di due ore, armata di un trapano silenzioso e maneggevole, ha passato a rassegna una decina di attività commerciali tra corso Vittorio Emanuele, corso Umberto, piazza Sacro Cuore e via Nicola Fabrizi. Una decina di incursioni in tutto, di cui però solo tre sono andate a segno, con un bottino complessivo di poche centinaia di euro a fronte di altri sette tentativi falliti.
Ma proprio questa velocità di esecuzione, anche nel cambiare bersaglio, li ha però indotti a lasciare più tracce durante il loro saccheggio notturno. Tracce che i poliziotti della squadra Mobile diretti da Dante Cosentino stanno raccogliendo e mettendo insieme per arrivare a ricostruire nel più breve tempo possibile il puzzle di questa notte brava.
In particolare, sono i filmati registrati dalle telecamere a circuito chiuso delle varie attività commerciali prese di mira, che gli investigatori hanno iniziato a visionare, a svelare i primi fotogrammi importanti ai fini delle indagini. Quello che sarebbe emerso finora è che la banda ha agito a volto scoperto. Un gruppetto di tre, quattro giovani, ma non giovanissimi, all’apparenza di nazionalità italiana, che ben si discosterebbe dalla banda che in passato aveva seminato il panico tra i negozianti infrangendo e danneggiando porte e vetrate utilizzando gli scooter come arieti o, alla peggio, grosse pietre e tombini. In quel caso, gli investigatori scoprirono che si trattava di una banda di giovanissimi. Questa volta invece, il gruppo sarebbe più organizzato e in qualche modo attrezzato, muovendosi con il trapano a pile con cui, in silenzio, e in maniera del tutto agevole, fanno saltare le serrature ed entrano. Così hanno fatto da Chiccoff, il bar di via Nicola Fabrizi dove, una volta dentro, hanno sottratto il fondocassa di circa 400 euro, e poi alla profumeria LImoni di corso Umberto dove, però, hanno trovato la cassa vuota. E ancora, lì di fronte, a GoldenPoint, sempre su corso Umberto dove invece i ladri hanno solo forzato la porta per raggiungere la cassa da cui hanno portato via le sole 150 euro rimaste. Stessa sorte è toccata, sempre lungo il corso pedonale, ad Obag e Intimissimi, passando poi a Nero Giardini in via Trento, all’Erbolaio in piazza Sacro Cuore e poi in corso Vittorio, alla Bottega verde. Una vera e propria scorribanda che a fronte dello scarso bottino ha finito con l’esasperare i commercianti, già alle prese con i problemi legati a degrado e accattonaggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.