Furti di rame e blackout, arrestati 5 romeni a Popoli

6 Luglio 2014

Va in porto un’operazione dei carabinieri coordinata con i militari di Roma, Bologna e Vigevano

POPOLI. I carabinieri del nucleo operativo della compagna di Popoli, coordinati dal capitano Antonio Di Cristofaro, hanno chiuso l'operazione denominata Elettra bis, con l'arresto di cinque romeni specializzati in furti di cavi elettrici in rame per l'alto voltaggio avvenuti, ai danni della rete di distribuzione dell'Enel, non solo in Val Pescara nei territori dei Comuni di Scafa, Bolognano e San Valentino, ma anche tra Crevalcore e San Giovanni in Persiceto in provincia di Bologna.

L'operazione è stata condotta in stretta collaborazione con le compagnie dei carabinieri di Roma Cassia, Bologna Borgo-Panigale e Vigevano. Le indagini sono andate avanti per alcuni mesi e i cinque romeni assicurati alla giustizia sono risultati senza fissa dimora, sparpagliati sul territorio nazionale. Erano convinti, secondo i carabinieri, di averla fatta franca, invece sono caduti nella rete, rintracciati tra Lazio, Emilia e Lombardia. L'indagine ha consentito di accertare che i ladri sono specializzati in questo genere di reato e agivano con perizia curando ogni particolare: effettuavano sopralluoghi preliminari lungo la linea elettrica da saccheggiare (lontana dalle vie di comunicazione) e riuscivano a mandare in blocco le centraline di distribuzione in maniera tale da poter tranciare i grossi cavi elettrici senza restarne folgorati.

I cavi venivano velocemente riavvolti in enormi bobine e caricati sui furgoni che la banda aveva a disposizione, pronti per essere rivenduti a ricettatori a 4, 5 euro al chilo. I vari blackout registrati nelle settimane scorse in numerosi centri della Val Pescara erano la conseguenza di questi atti criminosi che hanno provocato notevoli danni anche all'Enel.

«Gli arresti sono frutto di una indagine molto articolata» spiega il comandante Di Cristofaro «condotta in stretta sinergia con i carabinieri di Roma, Bologna e Vigevano. Attraverso una serrata analisi operativa e una proficua attività di localizzazione telematica, siamo riusciti a rintracciare, e assicurare alla giustizia, uno per uno i cinque romeni responsabili del saccheggio della rete elettrica avvenuto in provincia di Bologna».

L'incipit dell'indagine è partita dopo una segnalazione telefonica al 112 di un cittadino, insospettito dalla presenza di un furgone non conosciuto e sicuramente mai visto prima nel territorio popolese.

«Sento perciò la necessità di ribadire l'importanza che riveste la collaborazione dei cittadini per il buon esito delle indagini. Chiamare subito il 112 e informare i carabinieri di una qualsivoglia anomala situazione» ricorda il comandante «può essere determinante per interrompere un evento criminoso, identificare e arrestare i responsabili».

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