Furti nelle case sgomberate Rubati mobili, tv e lavatrice

21 Settembre 2017

La denuncia di un ex inquilino Ater che ha ritrovato l’appartamento a soqquadro «Non abbiamo più un tetto e neppure i nostri beni, servivano più controlli» 

PESCARA. Tavolo, sedie, televisori, lavatrice e biancheria da corredo. In uno degli appartamenti al quarto piano del civico 22 di via Lago di Borgiano, i ladri hanno fatto sparire tutti gli oggetti di valore, ma non solo quelli. La denuncia arriva da Bruno Ciancia, che ha vissuto in quell’alloggio fino al 5 luglio, quando il palazzo è stato sgomberato, insieme ad altri due, perché ritenuto a rischio crollo. Da allora Ciancia si è trasferito con la famiglia nell’hotel Holiday, non avendo un posto come andare. E ha lasciato tutte le sue cose nell’appartamento dell’Ater, in attesa di vedersi assegnata una nuova casa dove trasferirsi con moglie e figlia.
Due giorni fa, tornando in quell’appartamento per recuperare alcuni capi di abbigliamento invernali, ha scoperto che la porta dell’alloggio è stata «sventrata» e i ladri hanno «messo completamente a soqquadro» le stanze, rubando tutto ciò che hanno potuto, comprese «tende, bomboniere, posate e cinque paia di scarpe». Hanno dimenticato, invece, delle posate d’argento e forse sono stati costretti a lasciare alcune bottiglie di liquori.
Ciancia non è il solo ad aver ricevuto visite. «Le porte di diversi appartamenti del mio palazzo sono state sventrate per cui immagino che ci siano stati altri furti anche se alcune famiglie hanno svuotato le case, all’epoca dello sgombero».
La vittima non è in grado di stabilire la data del furto, che intende denunciare oggi. «Dopo lo sgombero per motivi di sicurezza ho riconsegnato l’appartamento all’Ater e non tornavo lì dall’inizio di agosto. Andando via abbiamo lasciato l’arredamento all’interno, con tutte le nostre cose, che non sapevamo dove mettere. È tutto elencato in un inventario, anche fotografico. E, al momento della consegna della casa, è stato stilato un verbale». Poi, a metà agosto, l’Ater ha provveduto a murare il portone di ingresso dello stabile, per evitare intrusioni. Solo due giorni fa la muratura è stata rimossa per consentire ad alcune famiglie di recuperare le proprie cose per il trasloco. «Entrando ho scoperto il furto, che potrebbe essere stato effettuato anche prima della muratura. E ho scoperto che altre porte sono state divelte o scardinate e che sono spariti termosifoni, caldaie e contatori», dice Ciancia amareggiato. «Non solo non abbiamo più la casa, ma neppure i nostri beni: dovevano essere custoditi e invece sono stati rubati, insieme alla nostra dignità. Un’assicurazione? Non so se c’è».
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