Furti, spaccio e degrado: le emergenze dei cittadini

Ecco il risultato del questionario promosso dall’amministrazione con l’Università I risultati serviranno alla giunta De Martinis per programmare gli interventi futuri
MONTESILVANO. Degrado urbano, microcriminalità, spaccio di droga. Sono questi i principali problemi riscontrati dai residenti di Montesilvano che nelle scorse settimane hanno partecipato al questionario sulla sicurezza promosso dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’Università d’Annunzio. L’iniziativa, dal titolo “Montesilvano sicura”, dopo una prima fase sperimentale che aveva coinvolto solo il quartiere Villa Verrocchio, è stata estesa a tutta la popolazione con l’obiettivo di individuare le criticità e porre rimedio con progetti mirati.
A partecipare al sondaggio, diffuso per una settimana sulle pagine sociale del Comune, sono state 248 persone, di cui il 53,2% di sesso maschile, in prevalenza tra i 46 e i 60 anni (34,1%). Decisamente più variegata, invece, la collocazione geografica dei montesilvanesi, che hanno risposto da ogni zona della città. Entrando nel dettaglio delle risposte, la fotografia che emerge è di una popolazione con un grado di percezione della sicurezza molto basso, considerando che il 52,4% ha dichiarato di sentirsi meno sicuro a Montesilvano rispetto agli altri anni. A dare ulteriore riscontro a tale sensazione, c’è poi la domanda relativa ai progetti volti alla sicurezza urbana in merito ai quali l’89,5% ritiene che siano necessari maggiori investimenti da parte del Comune.
Quanto ai problemi più rilevanti per gli intervistati – che avevano la possibilità di selezionare fino a tre voci - al primo posto compare il degrado urbano con una percentuale del 52,8%, seguito dalla microcriminalità (furti e rapine) che si attesta al 51,2%, e da droghe e spaccio (50%), mentre il 30,2% degli intervistati ritiene che gli immigrati irregolari rappresentino un problema. Infine, il 48,2% è propenso a partecipare attivamente ad assemblee comunali.
I risultati serviranno all’amministrazione per programmare nel 2021 interventi volti a migliorare la sicurezza e, appena possibile, si svolgerà un’assemblea per condividere con i cittadini i programmi e le scelte future per i quartieri. «Il questionario è uno strumento neutro che ha lo scopo di rilevare opinioni e percezioni e non può essere giudicato attribuendo un giudizio di valore» commentano i referenti dell’Università, anche alla luce delle polemiche dei giorni scorsi in merito ad alcuni quesiti giudicati razzisti dalle opposizioni. «La domanda “incriminata” è posta tra tante per rilevare un’associazione di idee riconducibile a un senso di illegalità e insicurezza e far emergere il punto di vista, anche eventualmente razzista, degli intervistati. Il senso è proprio quello di comprendere le cause dell’insicurezza percepita e intervenire con politiche capaci di attenuarle e potenzialmente rimuoverle». Soddisfatto il consigliere con delega alla sicurezza Marco Forconi: «L'amministrazione non ha alcun interesse nel veicolare opinioni o, peggio ancora, dare sfogo agli istinti più bassi dell’essere umano», afferma. «Sono stati pubblicati dei quesiti volti a comprendere le dinamiche di pensiero dei cittadini sulla percezione di insicurezza. I risultati inquadrano un destinatario di mezza età, probabilmente lavoratore, che chiede maggior investimento in termini umani e logistici per la sicurezza. Non ha alcun senso donare alla cittadinanza un questionario politicamente corretto per fornire un’idea di falsa partecipazione al bene pubblico. Solo entrando nella sfera emozionale di ogni cittadino, con lucida razionalità, l’amministrazione ha la possibilità di generare quel tipo di empatia che è mancata nelle precedenti amministrazioni».
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