Furto al Centro prenotazioni dell’ospedale

Penne, bottino di oltre 3000 euro per i ladri entrati negli uffici di notte dopo avere forzato una finestra
PENNE. Furto con scasso all’ospedale San Massimo di Penne nella notte tra lunedì e martedì.
I ladri – molto probabilmente ad agire sono state in due o tre persone – si sono introdotti all'interno degli uffici amministrativi forzando con un piede di porco la grata di ferro e cemento di una finestra del Cup. I malviventi hanno agito nella notte, sfruttando l’assoluta assenza di un sistema di video sorveglianza all’interno dell’area ospedaliera vestina e anche del fatto che il padiglione che ospita gli uffici amministrativi è in ristrutturazione. Una volta entrati nel Centro unico di prenotazione, forse avendo studiato nel dettaglio il colpo, hanno puntato la cassetta contenente i soldi dei ticket versati degli utenti.
L’allarme è scattato solo ieri mattina, quando gli impiegati del Cup sono arrivati sul posto di lavoro. Il bottino messo insieme dai malviventi, secondo le informazioni raccolte, è stato di poco superiore a 3000 euro. Sul posto sono subito arrivati i carabinieri della compagnia di Penne, con il luogotenente Pasquale Columbaro e gli uomini del nucleo operativo, per capire quanto accaduto, trovare indizi utili e avviare le indagini del caso. Perplessi gli utenti del presidio ospedaliero vestino che, arrivati ieri mattina sul presto per pagare il ticket, si sono ritrovati davanti al cartello con scritto “Chiuso per furto”.
Le visite specialistiche e gli esami non hanno però subito alcun ritardo o rinvio. Non è la prima volta che il San Massimo viene preso di mira da ladri e furfanti. Negli ultimi anni si sono verificati diversi furti, soprattutto ai distributori di bevande e merendine. «Da quando si sono verificati i furti alle macchinette del caffè negli anni scorsi», dice il direttore sanitario dell’ospedale, Rossano Di Luzio, «ho richiesto in più occasioni l’installazione di telecamere di video sorveglianza. Con gli utenti non abbiamo avuto alcun disguido, perché è stata data disposizione di effettuare le prestazioni e successivamente l’eventuale regolarizzazione del ticket».
Francesco Bellante
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