Furto alle Poste da 170mila euro Nessun segno di scasso nella sede

14 Novembre 2021

I ladri sono entrati dalla porta e hanno aperto la cassaforte senza far scattare il sistema di allarme Ieri mattina la polizia è stata allertata dal direttore quando si è accorto che mancava la luce in ufficio

PESCARA. È un colpo da quasi 170 mila euro, quello messo a segno all'ufficio postale di via Tirino, angolo strada Colle Renazzo. Svuotata la cassaforte, all'interno della quale c'erano i soldi che sarebbero serviti per le operazioni e i prelievi del fine settimana. All’esterno nessun segno di effrazione, nessuna manomissione. Niente di niente. Lo stesso sulle porte d'ingresso. Un furto su cui il mistero è fitto.
A dare l'allarme, ieri mattina, è stato il direttore, dopo essersi accorto che le luci della filiale erano staccate. Temendo che potesse essere accaduto qualcosa, ha allertato il 113. Sul posto, le pattuglie della squadra volante, seguite subito dopo dalla scientifica per i rilievi e quindi dalla squadra mobile, diretta da Gianluca Di Frischia, che si sta occupando delle indagini. Una volta nella stanza in cui si trova la cassaforte, direttore e poliziotti hanno notato che era stata aperta. Era socchiusa e dentro, stando ai conteggi eseguiti in giornata, mancavano 168mila euro. L'ufficio, che ieri è rimasto chiuso per consentire gli accertamenti, è stato ispezionato in lungo e in largo, ma a parte le luci staccate e quindi l'impianto d'allarme non funzionante, non è stato trovato nulla di strano. Tutto pare fosse esattamente come era stato lasciato la sera prima. Già acquisite le immagini delle telecamere presenti dentro e fuori l'ufficio alla ricerca di elementi utili. Così come saranno visionate quelle dell'impianto semaforico che si trova proprio di fronte alla filiale, in grado di rilevare, oltre alle infrazioni, anche le targhe dei mezzi, e indicare quante volte un mezzo sia transitato su quella strada. Subito sentiti il direttore, che conosce le varie procedure e i codici, e i dipendenti della struttura.
In mattinata ascoltati anche i residenti della zona e in particolare del palazzo in cui si trova l'ufficio. Tutti hanno detto di non aver visto niente di strano e di non aver sentito nella notte rumori particolari. Solo qualche negoziante ha riferito di aver notato che venerdì sera le persone di passaggio che si recavano allo sportello automatico per i prelievi si lamentavano perché le luci erano spente.
Da parte degli investigatori, il riserbo è massimo. Sono diverse, comunque, le anomalie riscontrate in questo assalto. Sotto la lente d'ingrandimento, le procedure di sicurezza della struttura per capire che cosa e perché non abbia funzionato e se sia stato bypassato qualcosa. Incredulità per l’accaduto anche fra i rappresentanti sindacali e Rsu del settore. «Prima di pronunciarsi» – sottolinea Sergio Di Febo della Slp-Cisl di Pescara – «bisogna capire cosa sia successo davvero. Da quello che ho letto e sentito, posso dire che l'intera vicenda appare molto strana. Negli uffici postali ci sono delle procedure ben precise. Le casseforti hanno degli orari ben precisi di apertura e chiusura. Prima o dopo questi orari non si aprono. Inoltre se un sistema d'allarme non è inserito come dovrebbe o se c'è qualche anomalia, intervengono all'istante da Roma. È la prima volta, almeno a livello locale, che veniamo a conoscenza di un furto di questo tipo. Aspettiamo, comunque, di comprendere meglio».
L'ultimo ingente colpo ai danni di un ufficio postale in città risale ad un anno fa. Ad essere presa di mira, la filiale di via Monte Faito dove è stata messa a segno una rapina da 350mila euro. Ad agire, due persone ben coperte. Attorno alle 13.30, mentre l'ufficio era ormai in chiusura, pistola in pugno, avevano fatto irruzione, costringendo il direttore ad aprire il caveau sotto la minaccia dell’arma. A fine aprile di quest'anno, altra rapina alle poste di via Luisa D'Annunzio, fruttata stavolta 600 euro.