Furto da centomila euro a casa del patron di Berardo

Preso di mira il figlio di Adamo Di Natale: i ladri hanno smurato la cassaforte con il piccone durante le due ore di assenza della famiglia seguita dai complici
PESCARA. Gli hanno rubato tutto, più di centomila euro di roba tra gioielli e orologi tra cui diversi Rolex. È un furto che mette i brividi quello avvenuto sabato sera a casa di Federico Di Natale, l’imprenditore che con il padre Adamo gestisce Berardo e Regina Elena e locali importanti per cerimonie come Tenuta Di Sipio, Querce Grosse e Parco dei Principi: chi gli ha smurato e portato via la cassaforte da 35 chili con tanto di picconi dall’interno dell’armadio di casa lo ha tenuto d’occhio per buona parte di sabato, seguendolo quando è uscito alle 19,30 con la moglie e il figlio e continuando a pedinarlo mentre altri complici, avvertiti al momento opportuno sul rientro dei proprietari, gli ripulivano l’abitazione al secondo piano della palazzina di via Regina Elena a poche decine di metri da piazza Salotto. E quando, alle 21.45, la famiglia è rientrata per puro caso, dopo aver trovato il pienone al ristorante, dei ladri non c’era più traccia, ma l’appartamento lasciato appena un paio di ore prima era ormai irriconoscibile.
«Come ho infilato le chiavi ho notato che non si apriva la porta. A quel punto», racconta Di Natale, «ho chiesto al vicino se potevo passare dal balcone, comunicante con il mio, e lì ho iniziato a insospettirmi perché la porta finestra della camera era aperta. E infatti quando sono entrato ho avuto la conferma: ci avevano distrutto la casa».
È esasperato l’imprenditore di 27 anni che nell’ultimo anno già in un paio di occasioni aveva beccato sconosciuti che tentavano di salire sul balcone al secondo piano, approfittando di un garage sottostante che agevola la salita. «Questa volta evidentemente si sono organizzati, ci hanno seguito e pedinato chissà per quanto tempo». E alla fine, in meno di due ore, i ladri hanno preso quello che volevano dopo aver messo a soqquadro tutta la casa, svuotando armadi e cassetti e togliendo a uno a uno i quadri dal muro a caccia della cassaforte, com’era successo nel furto fotocopia di un paio di mesi fa a casa di un professionista in via Isonzo, derubato anche in quell’occasione della cassaforte con Rolex e oggetti preziosi per circa centomila euro. Anche allora i ladri, presumibilmente la stessa banda di sabato, aveva lasciato un borsone pieno di argenteria, riempito nell’eventualità che non avessero trovato la cassaforte. E così sabato sera in via Regina Elena dove Di Natale ha trovato una sua valigia piena di materiale elettronico, dai telefonini al computer, che i ladri alla fine hanno lasciato, evidentemente soddisfatti dal ritrovamento della cassaforte all’interno di un armadio della camera da letto. «Hanno fatto un disastro», va avanti il padrone di casa, «per smurarla hanno rotto il muro e l’armadio e poi l’hanno calata dal balcone con una corda», quella che hanno poi ritrovato con il piccone e gli altri attrezzi da scasso, i poliziotti della Volante intervenuti subito dopo.
Ma come se non bastasse, i ladri hanno portato via anche le chiavi di casa dell’appartamento. «L’unica cosa da fare», conclude amareggiato Di Natale, «è andarsene da qui, dall’Italia dove tutti possono fare tutto perché la legge non è severa e glielo consente. Tanto se prendono un ladro che gli fanno? Io so solo che mia moglie ha paura, che dovrò mettere le sbarre alle finestre, l’allarme e tutto quello che serve, ma non basterà, non è questo il problema. L’unica soluzione è andarsene e mi sa che lo farò: piuttosto che abitarci come in un carcere, vendo casa».
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