Fusilli candidato sindaco Pd Per Gallerati c’è la Regione

Ieri sera la cena di battesimo con gli esponenti della lista Teodoro. Il partito democratico: «È il nostro nome». Nel centrodestra i giochi sono ancora aperti
MONTESILVANO. L’ex deputato del Pd Gianluca Fusilli sarà il candidato a sindaco di Montesilvano del Partito democratico. La scelta, ufficializzata ieri sera in un ristorante di Città Sant’Angelo dal segretario del Pd di Montesilvano Enzo Cantagallo, non preclude però l’eventuale appoggio a proposte differenti provenienti da liste civiche e alleati di centrosinistra. Alla cena di “battesimo” erano presenti anche esponenti della lista Teodoro.
«Fusilli è il candidato che proporremo come Pd al tavolo del centrosinistra e delle liste civiche la prossima settimana», spiega Cantagallo, «ma questo non vuol dire chiudere le porte ad altre proposte, tanto meno all’ex collega Renzo Gallerati. Se al tavolo verranno fatte proposte più aggreganti di quelle del Pd, siamo pronti a fare un passo indietro. Questa volta le elezioni le dobbiamo vincere, e più forte e ampia sarà la coalizione e più possibilità avremo di tornare ad amministrare il Comune». Per “convincere” Gallerati a non candidarsi a sindaco, il Pd è pronto a sostenere la sua candidatura al consiglio regionale. Invito che Gallerati avrebbe gentilmente rifiutato. «Le elezioni regionali sono come un esame di Stato», avrebbe commentato l’ex sindaco a diversi amici. «Non vado a fare l’esame da privatista cinque anni in uno... in due mesi nessuno ce la farebbe, soprattutto nella situazione in cui versa attualmente il Pd».
Anche se da tempo Gallerati ha lasciato il Pd (da due anni non rinnova la tessera), l’ex sindaco sa bene che solo con le liste civiche non sarà facile superare il centrodestra e il Movimento 5 Stelle. «È evidente che il Pd non ama Gallerati», avrebbe commentato l’ex sindaco davanti alla proposta di candidare Fusilli. E sempre in merito alla scelta di Fusilli, lo stesso avrebbe sottolineato come, per farsi conoscere e apprezzare, «l’amico Gianluca» avrebbe dovuto iniziare a muoversi almeno un anno prima. Cantagallo invece appare più ottimista: «A centrodestra stanno facendo di tutto per perdere: anche loro ancora non sanno se ricandidare Maragno, ma tutto fa prevedere che la scelta spaccherà in tre Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, come sta avvenendo per la Regione. In dieci anni di amministrazione Cordoma e Maragno la città è tornata indietro. Il Pd la vuole riportare avanti, vogliamo vincere a ogni costo. Per questo non abbiamo pregiudizi sulle candidature, anche se crediamo di avere il nome migliore: Fusilli è un candidato nuovo, autorevole, capace e lontano dalle beghe cittadine».
Ma il centrodestra non ha alcuna intenzione di perdere Palazzo di Città: soprattutto la Lega ha fatto man bassa di consiglieri, favorendo all’interno della stessa maggioranza la nascita di addirittura due leghe: da una parte la Lega Montesilvano guidata da Aurelio Cilli, in totale opposizione alla giunta; dall’altra la Lega “ufficiale”, che vede a capo il vice sindaco Ottavio De Martinis, che sarà candidato alla Regione. De Martinis ha accolto la proposta di candidatura avanzata dall’onorevole Giuseppe Bellachioma e dal commissario Gianfranco Giuliante a un patto: la “doppia opzione”. Ovvero: se a febbraio non dovesse essere eletto in consiglio regionale, a maggio sarà lui il candidato sindaco di Montesilvano. E sembra che De Martinis si sia fidato delle assicurazioni degli esponenti della Lega.
L’attuale sindaco di Montesilvano Francesco Maragno (eletto in quota Forza Italia, ma senza mai averne la tessera) sarebbe il naturale candidato del centrodestra, e anche se lui non ne parla e attende la chiusura delle candidature regionali, di certo non rifiuterebbe un secondo mandato. Dopo il passaggio del vice sindaco, dell’assessore Ernesto De Vincentiis e di tre consiglieri alla Lega per Salvini, sembrava che la strada alla sua ricandidatura fosse spianata, ma ecco spuntare la “doppia opzione” per De Martinis. «Non ne ho mai sentito parlare», è la risposta lapidaria di Maragno in merito alla doppia possibilità offerta al vice sindaco. Probabilmente perchè c’è la convinzione che De Martinis verrà senz’altro eletto consigliere regionale.

