Fusilli: scendo in campo, Renzi mi ha detto “vai”

8 Maggio 2024

PESCARA. «Renzi mi ha detto che, a volte, nella vita è giusto rischiare e che, se me la sento, devo raccogliere questa sfida». Gianluca Fusilli, ex parlamentare del Pd, sarà il quarto candidato...

PESCARA. «Renzi mi ha detto che, a volte, nella vita è giusto rischiare e che, se me la sento, devo raccogliere questa sfida». Gianluca Fusilli, ex parlamentare del Pd, sarà il quarto candidato sindaco di Pescara: correrà con la lista Stati uniti d’Europa. «Scendo in campo per due motivi», annuncia, «il primo è che mi convince una lista di scopo: amministrare una città non significa scontrarsi sulle ideologie ma confrontarsi sulle idee; il secondo è che ritengo, da cittadino elettore che non ricopre ruoli da 7 anni, che Pescara abbia bisogno di un’alternativa all’amministrazione che governa. Allo schieramento di Carlo Costantini», spiega Fusilli, «avevamo proposto di fare le primarie ma questa ipotesi non è stata nemmeno presa in considerazione, anzi è stato posto il veto sulla partecipazione di Italia Viva alla coalizione. E siccome in democrazia contano i voti e non i veti, abbiamo pensato che è il caso di affermare una posizione terza per esprimere le nostre idee. Non si può accettare la prepotenza del ricatto: così non si amministra una città, bisogna accogliere le idee di tutti. Adesso, stiamo completando gli adempimenti burocratici per la lista e, incrociando le dita, per venerdì saremo pronti».
Secondo lei, cosa manca alla Pescara di oggi?
«Manca la consapevolezza che la prossima sarà una legislatura di percorso verso la Nuova Pescara del 2027 in cui serviranno risorse, competenze ed energie. Bisogna pensare ai servizi e non mi sembra che l’amministrazione Masci lo abbia fatto. Adesso, invece, c’è la grande occasione perché Pescara diventi una città europea: bisogna utilizzare le tecnologie non per fare le multe ai semafori ma perché i servizi della pubblica amministrazione, a Pescara, Montesilvano e Spoltore, siano accessibili, magari con i totem in strada. Ci vuole visione e non ideologia».
Con lei ci sarà una lista soltanto?
«Sì, Stati uniti d’Europa: non contano le liste, ma le idee. Comunque, sono consapevole che siamo una parte e non il tutto: nessuno può pensare che, una volta vinte le elezioni, possa fare quello che vuole. Con me ci saranno Italia Viva, Più Europa, Radicali italiani, Partito Socialista e liberi cittadini che hanno deciso di partecipare a prescindere dai loghi. E poi tanti giovani e questo mi fa davvero piacere».
Quattro candidati sindaco: la sua candidatura a chi toglierà voti?
«Il nostro elettore è quello che non si sente rappresentato dalle proposte in campo. La mia candidatura non è un dispetto per nessuno: da cittadini, abbiamo rilevato che negli ultimi 15 anni Pescara è diventata una città a metà: ha mezzo aeroporto, mezzo porto, mezzo asse attrezzato, mezza università, niente fiume. Tutto ciò che altrove è ricchezza, a Pescara, è un problema e allora è il caso di impegnarci per costruire una città intera. Siamo in ritardo e, nei prossimi trenta giorni, presenteremo la nostra idea di città con grande umiltà».
Quale sarà il suo slogan?
«“Pescara, sul serio”. Perché su alcune cose bisogna impegnarsi davvero. Ho avuto tanto dalla comunità politica e se ora posso ridare qualcosa, fosse anche soltanto avviare una riflessione, ne sarò orgoglioso. Sono padre e vorrei che i miei figli trovassero una città migliore e non peggiore». (p.l.)