Fusilli: «Una svolta per le infrastrutture»

Oggi in Provincia la prima uscita pubblica del renziano: «Con la fusione bisogna migliorare i servizi»
PESCARA. Gianluca Fusilli, 54 anni, due figli, ex deputato, è candidato sindaco con Stati uniti d’Europa di Matteo Renzi. «Abbiamo le idee chiare su ciò che serve a Pescara», dice Fusilli. Oggi alle ore 10.30, in Provincia, la prima uscita pubblica.
La Pescara del 2024 è migliore della città di 5 anni fa?
«Sinceramente, nel complesso, non mi sembra proprio; da qualche anno Pescara ha perso la sua vocazione di città vivace, dinamica e in grado di conquistare con la sua atmosfera accogliente chiunque scelga di realizzare qui il suo progetto di vita. E, pur con il rispetto per chi ha operato, non trovo un settore della vita cittadina in cui ci sia stato un passo deciso in avanti».
Di cosa ha bisogno, adesso, Pescara?
«Di guardare al futuro, con le idee chiare sul da farsi: nel 2027 avremo la Nuova Pescara, che è desiderio espresso dei cittadini; questo traguardo per noi deve essere una priorità assoluta: si deve procedere subito, senza perdere più neanche un giorno, tracciando il percorso, valutando le risorse necessarie, immaginando già oggi come dare risposta ai bisogni della città che nascerà domani; altrimenti sarà un’altra opportunità persa».
Nel 2019 Masci vinse al primo turno, secondo lei cosa accadrà stavolta?
«Speriamo solo che il tempo della campagna elettorale sia sufficiente a spiegare nel dettaglio e nel modo più chiaro possibile la idea di città di ogni candidato. E il sindaco uscente dovrebbe dare un conto dettagliato di ciò che ha fatto in questi cinque anni, rispetto a ciò che aveva promesso. Sinceramente non so se qualcuno prevarrà al primo turno. La mia speranza è che, chiunque vinca, sia consapevole di quanto saranno decisivi per il futuro della nuova città i prossimi tre anni. Noi abbiamo le idee chiare su ciò che serve a Pescara».
Alle elezioni regionali di due mesi fa, ha votato solo il 53,31% dei pescaresi: perché in tanti non vanno più a votare?
«È da tempo che il rapporto tra rappresentanti e rappresentati si è logorato e l’astensionismo crescente ne è l’espressione più evidente ma le elezioni comunali possono essere un’occasione di ripartenza a patto che si superi la logica della contrapposizione a prescindere e si abbia il coraggio di mettersi in discussione per il bene della città».
Qual è il suo pregio?
«Mi sarebbe più facile indicarle i difetti. Sui pregi direi tenacia e consapevolezza dei miei limiti».
E quale sarebbe il valore aggiunto della sua squadra?
«Lo spiegheremo in questi trenta giorni; idee chiare per Pescara e sguardo verso il futuro di una città che deve tornare a coltivare tutta l’ambizione che merita».
Se vincesse le elezioni, cosa farebbe subito da sindaco?
«Su questo provo a essere didascalico: progetto di fusione, per rendere Pescara città facile e smart; emergenza infrastrutture perché Pescara non sia più una città a metà: porto, aeroporto, autostrada, asse attrezzato e circonvallazioni, università; il sogno è recuperare a pieno il rapporto identitaria con il fiume, che torni dopo settant’anni ad essere patrimonio dei pescaresi». (p.l.)

