Fusione Comuni in salita Pescara vuole il rinvio

L’amministrazione del capoluogo adriatico si allinea alle richieste già formulate a D’Alfonso per avere una proroga sul parere preventivo delle assemblee elettive
MONTESILVANO. Non solo Montesilvano e Spoltore. Anche l’amministrazione comunale di Pescara chiede di rinviare il progetto sulla Nuova Pescara. Con una lettera inviata al governatore, Luciano D’Alfonso, il presidente del Consiglio comunale, Francesco Pagnanelli, e il sindaco Marco Alessandrini, sollecitano una proroga del termine, indicato da D’Alfonso per lunedì 8 gennaio, quindi di rinviare il pronunciamento dell’assemblea civica pescarese sul progetto di fusione dei tre Comuni.
Una lettera dai contenuti analoghi a quelle già inviate nei giorni scorsi dai presidenti dei Consigli comunali di Montesilvano, Umberto Di Pasquale, e Spoltore, Lucio Matricciani, che complica ulteriormente i programmi nel cammino, a ritmi serrati, indicato per approvare la proposta di legge regionale. Discussione che parte dunque in salita, dopo i mal di pancia più volte espressi in modo bipartisan dai rappresentanti politici di Montesilvano e Spoltore, e dalle stesse incertezze manifestate dal Comune più grande, Pescara, che dovrebbe essere il più interessato al progetto di fusione nella Grande città entro il 1° gennaio 2019.
Va detto che, fino a oggi, la Regione non ha risposto alle richieste di proroga sollecitate dai Comuni di Montesilvano e Spoltore. E non è detto che lo farà in seguito alla istanza inviata da Pescara. Si profila dunque uno stallo, a meno che il governatore D’Alfonso non voglia forzare la mano, e avviare, in ogni caso, l’iter della legge regionale di fusione, pur senza aver prima incamerato il parere dei Comuni. Passaggio che però è espressamente indicato dalla legge regionale numero 44 laddove, all’articolo 3 bis, si afferma che «l’istituzione di un Comune, mediante fusione di più Comuni contigui, avviene previa acquisizione dei pareri dei Consigli comunali interessati che si pronunciano in merito ai disegni di legge...».
Un’ipotesi potrebbe essere quella di applicare la regola del silenzio/assenso, prevista dalla legge Madia, ma sembra piuttosto controverso voler forzare la procedura prevedendo una regola che dovrebbe applicarsi agli atti amministrativi tra enti, non a procedimenti legislativi più complessi.
Di sicuro, andare avanti senza il parere preventivo dei Consigli comunali, aprirebbe la strada a una raffica di ricorsi.
«L'articolo 3 bis della legge regionale numero 44 del 2007» osserva il capogruppo di #montesilvano2019, Anthony Aliano, «prevede che il parere preventivo dei Consigli comunali. La proposta formulata dalla Regione Abruzzo appare piuttosto un contenitore vuoto, che non offre i presupposti minimi per poter offrire anche solo un parere». A Montesilvano, una seduta dell’assemblea civica è convocata proprio per lunedì prossimo. Chissà che, in quella sede, non si possa prevedere una prima risposta alla Regione. (a.s.)
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