Fusione dei 3 comuni D’Alfonso: prima vanno uniti i servizi

10 Luglio 2022

Il senatore annuncia una nuova norma entro dicembre: «Servono incentivi per la riorganizzazione dei dipendenti» 

PESCARA. Agganciare il progetto di fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore al destino dell’Euroregione Adriatico-Ionica. È con questo spirito che Luciano D'Alfonso, presidente in Senato della commissione Finanze, ha organizzato per martedì pomeriggio, nella sala consiliare di Pescara, il convegno internazionale “Nuova Pescara. La città senza confini al centro dell'Europa Adriatica”.
Insieme ai sindaci delle tre città, Carlo Masci, Chiara Trulli e Ottavio De Martinis, parteciperanno al convegno il ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio e i sindaci di Tirana Erion Veliaj e di Atene Kostas Bakogiánnos, affinché «le lezioni modello delle moderne amministrazioni di Atene (655mila abitanti) e di Tirana (912mila) vengano offerte ai costituenti della nuova grande città adriatica da 250mila abitanti, in termini chiari di esperienze da scambiare», anticipa il senatore.
L'appuntamento è stato presentato ieri mattina in Comune a Montesilvano, da D’Alfonso, con il vicesindaco di Montesilvano Paolo Cilli, che ha rimarcato la portata «ambiziosa della fusione, progetto complicato che ha i suoi tempi»; e con il sindaco di Spoltore Chiara Trulli ha evidenziato come «le dead line del 2023 e del 2024, previste nella legge siano un salto nel buio».
Senatore D’Alfonso, martedì la riflessione coinvolgerà il ministro Di Maio, che valore ha la sua presenza?
«Certo, perché la ridiscussione territoriale è un tema che riguarda i tre territori, ma anche la riorganizzazione dell'intera regione e la cooperazione con l'altra parte dell'Adriatico. Pescara nuova non modifica soltanto il territorio al di qua, ma anche l’altra sponda. Siamo chiamati a progettare un piano dello spazio marittimo, secondo la direttiva 2014/89 Ue, che obbliga a pensare l’utilizzo sostenibile del territorio tenendo conto dell’acqua del mare».
Sulla tempistica, da Spoltore e Montesilvano è sempre più forte la richiesta di uno slittamento al 2027. Lei cosa ne pensa?
«Il tempo deve essere quello giusto, non il prima possibile. Quando la Nuova Pescara nascerà dovrà funzionare in tutti i suoi servizi. La raccolta rifiuti, il trasporto scolastico, la capacità della risorsa idrica, lo sviluppo dell’edilizia, le mappe catastali. Stabiliremo un ruolo della Provincia, affinché possa contribuire fattivamente, perché non è affannata dalle emergenze tecniche che travolgono i Comuni».
Nei mesi scorsi, dal governo centrale sono stati stanziati 105 milioni di euro per i prossimi 10 anni di fusione. Quali saranno i prossimi passi?
«Stiamo lavorando, ma è cosa fatta, a una norma che consenta agli amministratori di ottenere gettoni e permessi giustificati anche per la partecipazione alle commissioni e alle assemblee relative al processo di fusione. E poi entro dicembre produrremo un nuovo emendamento, con la collaborazione di altri senatori».
Di che si tratta?
«Il progetto di fusione non è un gioco. È un’attività che ha a che fare con la vita di cittadini e imprese. Dobbiamo prefigurare il futuro. La norma, quindi, riguarderà la pianta organica dei dipendenti, affinché consenta al Comune nascituro di non avere servizi a intermittenza. I dipendenti dovranno farsi carico del lavoro ordinario e straordinario e noi ci stiamo attivando per predisporre una norma che preveda incentivi che possano aiutare questo processo».
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