Gagliardi: sono innocente assurdo sparare per amore

26 Giugno 2014

Delitto Pavone, il dipendente delle Poste è in carcere da un mese L’avvocato: «E’ dispiaciuto per l’ingegnere in coma, ma lui non c’entra nulla»

PESCARA. «Gagliardi è dispiaciuto per quello che è accaduto a Carlo Pavone. Me l’ha detto tante volte come ripete che non è stato lui a sparare all’ingegnere». Ogni sabato l’avvocato Renzo Colantonio va a trovare in carcere Vincenzo Gagliardi, l’uomo rinchiuso da un mese al San Donato con l’accusa di aver sparato, in via De Gasperi a Montesilvano, all’ingegnere informatico di 42 anni Carlo Pavone in coma dalla notte del 30 ottobre 2013. «E’ veramente provato dalla detenzione», racconta il suo legale, «anche perché non aveva mai avuto nessun problema», aggiunge l’avvocato che assiste l’uomo, 49 anni, di Chieti, finito in un’inchiesta complessa: quella in cui, secondo la ricostruzione dell’accusa, l’ingegnere informatico è stato raggiunto da un colpo di fucile da Gagliardi, l’amante della moglie di Pavone Raffaella D’Este.

«Gagliardi è innocente come ha già detto durante l’interrogatorio», dice il suo avvocato che a chi ha descritto l’impiegato delle Poste di via Volta a Pescara come una sfinge e freddo d’animo replica pure che in realtà è «un uomo composto, calmo e razionale», gli stessi atteggiamenti che conserverebbe nonostante un mese di carcere e che aveva ostentato durante l’interrogatorio davanti al gip e al pm Anna Rita Mantini che ha coordinato il Nucleo investigativo dei carabinieri alla guida di Eugenio Stangarone.

Gagliardi, secondo il suo difensore, non avrebbe nulla da aggiungere, avrebbe già spiegato tutto al gip professando «la sua innocenza» e l’estraneità a un’accusa così pesante: aver sparato al marito dell’amante. «E’ fuori discussione», dice il difensore, «Gagliardi dice di essere innocente, non è violento e non ha mai pensato di far del male a nessuno e quindi non c’è spazio neanche per l’assurda idea di aver sparato perché Pavone poteva rappresentare un ostacolo alla sua relazione con D’Este. Quando i mariti sono di ostacolo si rimedia con una separazione», chiosa il legale. Davanti al gip il dipendente delle Poste ha ammesso di avere una relazione con la moglie di Pavone ma si sarebbe difeso ricostruendo i suoi spostamenti nella giornata del 30 ottobre 2013, fornendo orari e quindi una versione diversa da quella degli investigatori che, invece, attraverso le testimonianze e gli orari di alcune telefonate, avrebbero smontato l’alibi fornito dal dipendente delle Poste. «Gagliardi vuole tornare a lavorare», dice ancora il suo avvocato illustrando pure che l’uomo svolge un incarico di responsabilità nel centro meccanografico di via Volta a Pescara. «Il lavoro è una delle sue priorità», dice ancora l’avvocato che sta facendo da filtro tra l’arrestato e la sua famiglia.

La moglie di Gagliardi Mirella Pastore e i figli avevano già inviato una lettera di vicinanza all’uomo tramite l’avvocato e la famiglia di Gagliardi continua a far arrivare parole di solidarietà all’uomo in carcere. Eppure era stata proprio sua moglie, sempre secondo la ricostruzione del gip, a collaborare con gli inquirenti e a consegnare ai carabinieri una busta con un giubbino, un paio di scarpe e un guanto di lattice su cui, dopo gli accertamenti, sono state trovate tracce di polvere da sparo. Non è escluso che nei prossimi giorni il legale di Gagliardi presenti un’istanza di revoca o sostituzione della misura cautelare.

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