Galadini: anche la costa può subire danni dal sisma

PESCARA. «Quando si parla di sisma in Abruzzo, pensiamo ai terremoti che hanno origine nell'Appennino e che generano distruzione in quelle zone, però sia una forte sismicità appenninica, sia i...
PESCARA. «Quando si parla di sisma in Abruzzo, pensiamo ai terremoti che hanno origine nell'Appennino e che generano distruzione in quelle zone, però sia una forte sismicità appenninica, sia i terremoti che hanno origine tra l'Appennino e la costa adriatica sia, in qualche caso, terremoti che hanno origine in mare, possono generare danni agli abitati delle zone costiere».
È quanto ha affermato Fabrizio Galadini, ricercatore dell'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), ieri pomeriggio, in occasione dell'incontro organizzato dal Forum H2o e dall'Ordine degli Architetti nella sede di quest’ultimi in piazza Garibaldi 42, sul tema “La sismicità sulla costa, una fragilità che non ti aspetti”.
«Si tratta di rischio sismico quando noi ragioniamo di scuotimento nelle zone costiere, ma anche e in buona parte in riferimento al costruito», ha proseguito Galadini, «Non dimentichiamo che buona parte della sismicità storica, che ha interessato le zone costiere abruzzesi, sono terremoti di molto tempo fa, come quelli del 1703 e del 1915».
«Considerando il grande sviluppo edilizio che ha caratterizzato queste zone dalla seconda metà del Novecento, in assenza di classificazione sismica», ha rimarcato l'esperto, «ritengo sia doveroso prestare una certa attenzione».
Secondo Galadini, «particolare attenzione dovrebbe essere posta ai possibili effetti dell'eventuale attivazione della faglia appenninica più prossima ai settori adriatici, quella di Assergi-Campo Imperatore, considerata attiva e in grado di generare terremoti con magnitudo anche maggiore di 6.5». (e.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

