Galadini: «Faglia attiva nella Valle del Liri In passato forti scosse»

8 Novembre 2019

Intervista al sismologo direttore della sede Ingv dell’Aquila: «Servono politiche d’attenzione sulla qualità dei fabbricati»

L’AQUILA. «È una zona non nuova a terremoti anche importanti». Lo afferma il sismologo Fabrizio Galadini, responsabile della sede Ingv dell’Aquila e tra i massimi esperti delle faglie che “innervano” l’Abruzzo.
Che cosa sappiamo di questa forte scossa?
«Fa sicuramente parte dello sciame sismico che l’ha preceduta, secondo i primi dati elaborati dalla rete sismica dell’Ingv, si conferma un epicentro a sud-est di Balsorano».
Come mai il terremoto è stato avvertito in una zona così vasta?
«Perché è stato piuttosto profondo e per questo ha coinvolto un’area ampia, da Sulmona all’Alta valle dell’Aterno e fino a Roma. In linea con i terremoti di tale profondità, 14 chilometri, non ha causato danni in superficie. L’amplificazione però dipende anche dalle caratteristiche geologiche del territorio: la Valle Roveto è piuttosto disomogenea, con abitati su roccia e quindi effetti ridotti in caso di sisma, e abitati posti su sedimenti alluvionali e argillosi, pendii dissestati e instabili o in contesti di frana per ragioni geomorfologiche caratterizzati da un maggior risentimento come avvenuto in questo caso».
È possibile stabilire l’origine del sisma?
«Lo sciame in atto in Valle Roveto è stato localizzato a sud-est di Balsorano Vecchio, una zona non nuova a terremoti anche importanti: del 1624 di 6.3 che interessò il Sorano e la Marsica meridionale; del 1927 di magnitudo 5.2 con consistenti danni in Valle Roveto, Luco dei Marsi, Trasacco e fino ad Avezzano; e il più recente del 16 febbraio 2013 di 4.9 tra Marsica e Lazio. Dal punto di vista sismologico si tratta di un evento che per numero di repliche e profondità rende difficile attribuire l’origine. Sappiano però che l’intera Valle del Liri, e in particolare il fianco sud che da San Vincenzo-Balsorano corre verso Sora, è caratterizzato da una faglia attiva».
È la faglia della Valle del Liri responsabile di questi eventi?
«Non possiamo dirlo con certezza, gli elementi in nostro possesso non sono sufficienti a stabilire che la scossa sia riconducibile alla faglia principale o al sistema di faglie minori ad essa collegato».
C’è correlazione con i recenti terremoti di Collelongo?
«Lo escludo, dalle mappe i due sistemi non sembrerebbero collegati».
Qualche raccomandazione?
«I terremoti non si prevedono, non sappiamo se ne seguiranno altri a breve o lungo termine. La Marsica è una zona caratterizzata da una sismicità importante dove anche gli sciami non rappresentano una novità, ricordandoci, di tanto in tanto, che è necessario adottare politiche di attenzione verso la qualità dei fabbricati per sentirci sicuri nei luoghi in cui viviamo». (r.rs.)
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