Galdo, pena dimezzata per la rapina nel palazzo

PESCARA. I giudici della Corte d’appello dell’Aquila cancellano una condanna e dimezzano la seconda per i due che vennero ritenuti responsabili di una rapina e del tentato omicidio ai danni di un...
PESCARA. I giudici della Corte d’appello dell’Aquila cancellano una condanna e dimezzano la seconda per i due che vennero ritenuti responsabili di una rapina e del tentato omicidio ai danni di un uomo, in pieno centro a Pescara. Il fatto si verificò in piazza Sacro Cuore il 16 giugno del 2021. Per questo procedimento in tre erano finiti davanti al gup Nicola Colantonio e due di essi scelsero il rito abbreviato.
Mario Galdo, che avrebbe materialmente aggredito la vittima con un taglierino per farsi consegnare l’orologio di valore che aveva al polso, era stato condannato a 8 anni e 4 mesi di reclusione, mentre al suo presunto complice, Raffaele Imperiale, il giudice aveva inflitto una pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione. Ma davanti ai giudici aquilani di secondo grado, i difensori sono riusciti a strappare un’assoluzione e una derubricazione del reato, con conseguente dimezzamento della pena. A Galdo, il più gravato da una condanna per tentato omicidio, i giudici hanno ridotto la pena a quattro anni, derubricando il tentato omicidio in lesioni gravissime. Per Imperiale, invece, la tesi dell’avvocato Giancarlo De Marco ha fatto breccia sui giudici che lo hanno assolto per non aver commesso il fatto. Il legale aveva da subito sostenuto che le prove del coinvolgimento di Imperiale erano molto lacunose: è vero che la cella del suo telefonino figurava essere nello stesso perimetro dell’aggressione, ma è anche vero che il teste che fece il riconoscimento lo indicò come possibile autore insieme a Galdo, aggiungendo «anche se mi sembrava più giovane».
Un dubbio che ha portato i giudici a cancellare la condanna, anche se Imperiale per questo fatto è rimasto circa un anno e mezzo in carcere.
La vittima, I.C., 59 anni, intorno alle 18,30 del 16 giugno 2021 stava rientrando nella sua abitazione di piazza Sacro Cuore, quando venne affrontato da Galdo che aveva in mano un taglierino: l’obiettivo era di farsi consegnare l’orologio da 20 mila euro che l’uomo aveva al polso. Ma il colpo non andò a buon fine.
Grazie alle telecamere della zona e alle testimonianze di alcuni passanti, la polizia riuscì a risalire a tempo di record a Galdo, mentre Imperiale venne arrestato un mese dopo. Il gup Colantonio, che li giudicò con il rito abbreviato, li mandò assolti per la tentata rapina, configurando però a loro carico il tentato omicidio, visto che la vittima venne raggiunta da diversi colpi di taglierino. Per gli inquirenti, più che di una rapina, quell’aggressione aveva il sapore di un regolamento di conti nei confronti della vittima che in passato aveva avuto dei trascorsi con la giustizia. Alla vittima (assistita dall'avvocato Giovanni Mangia) venne riconosciuto un risarcimento del danno da chiedere in sede civile. Nel procedimento figurava anche una donna, Anna Modolo (difesa da Cesare Borgia) la cui posizione pende ancora davanti al giudice del dibattimento: secondo l’accusa avrebbe aiutato Galdo, subito dopo il fatto, procurandogli abiti puliti per la fuga (gli altri vennero comunque sequestrati dalla polizia).

