Galilei, superato il test sicurezza: cartelli di divieto anche sui banchi

Studenti soddisfatti: «Che bello ritrovare compagni e prof, ma che sofferenza le mascherine»
PESCARA. Le frecce di colore verde, fin dal cancello, indicano il percorso di ingresso da seguire. Nell'ampio piazzale, una postazione presidiata dai collaboratori scolastici e composta di quattro banchi, rigorosamente distanziati, accoglie gli studenti. Lì, i ragazzi, mascherine chirurgiche sul volto, dopo aver compilato un modulo di autocertificazione, vengono sottoposti alla misurazione della temperatura con i termoscanner. L'igienizzazione delle mani rappresenta l'ultimo step e consente l'accesso nei locali interni. Gli ingranaggi della macchina scolastica che ieri mattina si è ufficialmente riaccesa non si sono mai inceppati al liceo scientifico Galileo Galilei, che per la prima volta, dopo i mesi del lockdown, escludendo la parentesi degli esami di maturità, ha riaperto le porte agli studenti.
VIA AI CORSI DI RECUPERO Sono cominciati, infatti, i cosiddetti Pai, i corsi di recupero per i ragazzi che hanno chiuso l'anno scolastico con delle insufficienze. Il liceo, guidato da Carlo Cappello, ha stilato un calendario ben preciso che vedrà fino al 13 settembre lo svolgimento delle lezioni di matematica, fisica e latino, per poi proseguire con le altre discipline fino al 24 settembre. Cento in totale gli alunni che da ieri sono alle prese con queste lezioni e che ogni giorno vengono suddivisi in due turni, dalle 8,30 alle 10,30 e poi dalle 10,30 alle 12,30.
«Nelle aule, tutte dotate di prodotti igienizzanti e salviette», spiega il vice preside Carlo Ciccone, «vengono accolti tra i 5 e gli 8 ragazzi e gli ambienti utilizzati nelle lezioni del primo turno non vengono sfruttati nel secondo. In questo modo, alla fine della mattina si procede con la sanificazione di tutti gli spazi».
Sui banchi da non utilizzare i ragazzi hanno trovato cartelli di divieto mentre su altri direttamente il proprio nominativo. Tra i protocolli approntati dal liceo di via Balilla anche l'obbligo, almeno durante i corsi di recupero, di indossare la mascherina per tutto il tempo di svolgimento della lezione.
STUDENTI EMOZIONATI Un ritorno a scuola decisamente diverso, ma particolarmente atteso dagli studenti, che non vedevano l'ora di ritornare sui banchi. «È bello finalmente dopo tanto tempo, tornare a scuola e fare una lezione, anche se di poche ore, faccia a faccia e non tramite uno schermo», commenta Angela che si appresta a cominciare il terzo superiore. «Ci è mancato tanto il contatto diretto con i nostri compagni, ma anche con i professori con cui eravamo più legati. Con la didattica a distanza abbiamo trovato tante difficoltà, soprattutto all'inizio, perché non si riusciva a capire come svolgere certi lavori, ma poi con il tempo ci siamo abituati». Un rientro emozionante anche per Zaira, come la sua compagna, pronta a cominciare il terzo liceo.
«La didattica a distanza non è stata male, perché mi potevo gestire la giornata in modo diverso e in totale autonomia, ma mi è mancato quel contatto diretto che non c'era con le lezioni online». «È stato un rientro strano», aggiunge Federico, di 16 anni, appena conclusa la sua prima lezione, «vedere i banchi separati, i cartelli che ci indicavano dove poterci sedere e dove no. E poi è stato faticoso indossare la mascherina per tutto il tempo. Ma tutto mi è sembrato sicuro sia per il distanziamento sia per l'igienizzazione. In questi mesi, mi è mancato il contatto con i compagni e il rivedere i professori. A volte è stato difficile fare lezione da casa, tra i problemi di connessione e gli insegnanti non sempre ferrati nel digitale. Quindi, alcune materie non sono state affrontate bene».
I DIFETTI DELLA DAD La scarsa tenuta della rete ha causato tanti rallentamenti nella didattica a distanza. Ne è convinto anche Mohamed, 15 anni: «la connessione internet spesso era lenta anche per il sovraccarico. Sono stato contento di ritornare a scuola, anche se pesa portare la mascherina tutto il giorno».
D'accordo con lui anche Martina. «È soffocante fare tutta la lezione con la mascherina», ribadisce. «Io poi porto gli occhiali e mi si appannano continuamente». C'è invece chi con la didattica a distanza ha recuperato la sua media. È il caso di Alessio, 14 anni, nessun corso da frequentare, davanti a scuola per fare una sorpresa alla sua ragazza, nel suo primo giorno di lezione.
«Prima del lockdown, nel trimestre avevo sei debiti», confessa, «ma alla fine sono riuscito ad alzare la media. La didattica a distanza ti permette di registrare una lezione e di riascoltarla tutte le volte che vuoi, anche in piccoli pezzi per capire meglio, e questo mi ha aiutato». Di parere opposto Caterina, due anni più grande: «per me è stato difficile seguire le spiegazioni nelle lezioni a distanza. Bisogna studiare molto per conto proprio e poi con il fatto che non avevamo nulla da fare, perché stavamo a casa, ci hanno caricato tanto».
LE PREOCCUPAZIONI Il protocollo messo in atto per questo primo ciclo di lezioni è stato studiato nei minimi dettagli, dimostrando tutta la sua efficienza, anche se con il riavvio del 24 le cose saranno certamente diverse. «La riapertura sarà sicuramente più impegnativa», anticipa il vice preside Ciccone. «Oggi stiamo gestendo gruppi limitati in una sola sede, mentre dal 24 avremo a che fare con numeri più alti e di due plessi, ma anche per quella occasione abbiamo predisposto tutte le regole necessarie, tra accessi differenziati e orari scaglionati di ingresso e di uscita».
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